Primarie repubblicane Usa: Newt Gingrich continua la corsa, ma per mancanza di fondi licenzia membri del suo staff

Newt Gingrich

PRIMARIE USA: GINGRICH LICENZIA STAFF – L’ex speaker del Camera degli Usa, Newt Gingrich, non si arrende nella corsa alla nomination repubblicana, nonostante i pessimi risultati registrati alle ultime consultazioni delle primarie, dove negli Stati del Sud è stato nettamente surclassato, nelle preferenze dei repubblicani più conservatori, da Rick Santorum. Con due soli Stati in cui ha vinto, South Carolina e Georgia, le sue possibilità di chance si sono completamente esaurite. Non per questo Gingrich ha deciso di ritirarsi. Il suo obiettivo, infatti, è ora quello di sparigliare le carte tra Mitt Romney, che nonostante le difficoltà è il candidato con il maggior numero di delegati (565), e l’avversario Rick Santorum (256 delegati), per arrivare ad agosto alla convention di Tampa, in Florida, in cui ci sarà l’assegnazione definitiva di tutti i 1.144 delegati necessari alla candidatura per le presidenziali di novembre, con il partito diviso. Una strategia che mira chiaramente ad indebolire Romney, particolarmente inviso a Gingrich, e ritenuto troppo moderato dall’ala più conservatrice del partito repubblicano. L’ex governatore del Massachusetts, che fin dall’inizio era considerato favorito nella corsa alla nomination repubblicana, è stato imposto dall’establishment del partito, è un miliardario di religione mormone che si è arricchito più con gli investimenti finanziari che con il suo lavoro. Romney si è pronunciato qualche mese fa a favore dei licenziamenti facili dei lavoratori e ha criticato apertamente il presidente Barack Obama per il finanziamento pubblico all’industria automobilistica in crisi, che invece secondo lui andava fatta fallire. Affermazioni che gli sono costate non poche critiche e probabilmente anche i voti di quella parte dell’elettorato repubblicano appartenente alla working class. In Michigan, ad esempio, suo Stato di nascita, dove il padre è stato governatore e ha sede la gloriosa e fino a poco tempo fa moribonda industria automobilistica di Detroit, Mitt Romney ha vinto per un soffio alle primarie, con pochissimi punti di stacco dall’avversario Santorum.

Intanto, Newt Gingrich, per sostenere i costi di una campagna elettorale sempre più impegnativa ma senza risultati, si è visto costretto a licenziare un terzo dei componenti del suo staff. Un chiaro segnale di debolezza, nonostante l’esibita spavalderia. Il suo direttore della Comunicazione, Joe DeSantis, ha annunciato che il candidato viaggerà meno negli Stati dove si terranno le prossime consultazioni per le primarie, comunicando con i suoi elettori prevalentemente via internet e attraverso i social media.

Valeria Bellagmaba

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