Personale di emergenza davanti la scuola di Orviesi (Getty Images)

IN FINLANDIA PAURA NEGLI SCUOLE – Tre mesi e tre casi di violenza nelle scuole finlandesi sono un campanello d’allarme che il ministro dell’Interno Päivi Räsänen non vuole sottovalutare: “Gli studenti devono sapere cosa fare in qualunque situazione di pericolo” ha dichiarato il ministro, come riportato dal sito dell’Yle, “i piani di emergenza sono già stati predisposti in molte scuole, ma altre devono fare di più”. È l’ennesima puntata di un dibattito che in Finlandia vive di alti e bassi.

Stavolta siamo sull’onda emotiva dei fatti di Orivesi, cittadina di 9mila anime a nord-ovest di Helsinki, dove ieri mattina un ragazzo ha fatto irruzione in una scuola media aprendo il fuoco. Nessuna vittima ma tanta paura. La polizia ha fermato un giovane sospettato di essere l’autore della sparatoria. Al di là del puro fatto di cronaca resta (e preoccupa) l’interrogativo: cosa sta succedendo? Questo, infatti, è il terzo grave episodio dall’inizio del2012. Afebbraio un sedicenne ha accoltellato un compagno di scuola a Imatra, quasi al confine conla Russia; prima ancora una ragazza era stata ferita sempre a coltellate a Kauhava, nel sud-ovest del paese.

Ma più in generale, il fenomeno delle violenze tra le mura scolastiche negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita preoccupante. In alcuni casi dobbiamo parlare di vere e proprie tragedie, come nel novembre del 2007 quando a Jokela otto persone vennero uccise da uno studente, poi suicidatosi; o nel settembre2008, aKauhajoki, quando le vittime furono addirittura undici, compreso l’assassino anche in questo caso uno studente. “Le scuole devono essere luoghi sicuri dove i genitori possano lasciare tranquillamente i propri figli” ha dichiarato il ministro Räsänen e per questo tutte devono dotarsi di piani d’emergenza, affinché tutti i presenti possano reagire nel modo più corretto alle possibili minacce. Basterà? Forse no, considerato che, come riporta l’Yle, la scuola di Orivesi un piano d’emergenza ce l’aveva.

 

Antonio Scafati