CREDIT CRUNCH E RITARDI PAGAMENTIConfindustria ha lanciato oggi l’allarme sulla gravissima situazione economica in cui versano le imprese italiane, resa particolarmente drammatica dalla stretta creditizia (credit crunch) e dai ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione. La mancata concessione di credito da parte delle banche “proseguirà nei prossimi mesi”, ha avvertito Confindustria, e la mancanza di liquidità è aggravata anche dal ritardo nei pagamenti da parte delle Pubbliche amministrazioni, che saldano i propri debiti con le imprese in media dopo 180 giorni, contro i 35 della Germania.

“Per le imprese è in atto un preoccupante fenomeno di restrizione del credito in termini di quantità erogata e di costi applicati”, ha detto Elio Schettino, direttore Area Finanza di Confindustria.

Sulla base dei dati elaborati dal Centro studi di Confindustria, risulta che “i prestiti alle imprese in Italia si sono ridotti a gennaio dello 0,1%”, dopo il -1% di dicembre (cioè 20 miliardi) e il -2% di novembre. “A questa contrazione – ha proseguito Elio Schettino – si aggiunge un elevato livello del costo del credito. Il tasso di interesse pagato per i prestiti bancari dalle imprese italiane è salito rapidamente nel 2011, attestandosi in media al 4,1% a gennaio 2012, quasi un punto in più rispetto al 3,2% del giugno 2011″.

La gravità della situazione è determinata da due fattori: da una parte dalla restrizione del credito, dall’altra “dall’allungamento dei tempi di pagamento sia del settore pubblico, sia tra imprese”. “Per ottenere un pagamento dalla P.A le aziende italiane hanno atteso 180 giorni nel 2011 (contro i 128 nel 2009)”, ha detto Schettino. Si sono allungati anche i tempi dei pagamenti tra le imprese: dagli 88 giorni del 2009 a 103 del 2011.

“Il perdurare di questa situazione suscita forti preoccupazioni, la carenza di credito infatti è uno dei principali fattori di freno alle imprese italiane: oltre ad ostacolarne l’attività, ne penalizza la competitività rispetto alle aziende straniere e in particolare a quelle tedesche”, ha detto il rappresentante di Confindustria.

Redazione

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