La disoccupazione giovanile fa paura anche in Svezia

GIOVANI SENZA LAVORO IN SVEZIA – I numeri non sono quelli che abbiamo in Italia, ma anche in Svezia c’è un problema con cui la classe dirigente deve fare i conti: la disoccupazione giovanile. Gli ultimi dati elaborati dal Centro Statistico Svedese raccontano che nel paese scandinavo i giovani alla ricerca di un impiego sono il 22,5%. Colpa della crisi economica, evidentemente: l’aumento più considerevole di giovani disoccupati c’è stato infatti a cavallo tra il 2008 e il 2009, quando la soglia era arrivata intorno al 30%.

Ma, come spiega David Jonasson in un lungo articolo sullo Stockholm News, quello dei giovani senza un lavoro è un problema col qualela Svezia fa i conti da un ventennio, almeno dalla crisi di inizio anni ’90, quando erano meno del 10% i ragazzi disoccupati. La crisi economica di questi anni complica le cose: è più difficile trovare un lavoro, è più facile che lo si perda entro i prossimi anni, è frequente essere pagati meno rispetto alla media. Un basso livello di istruzione amplifica queste dinamiche. Molti ragazzi decidono di andare a cercare fortuna in Danimarca o in Norvegia.

E la politica? Divisa, sia tra gli schieramenti sia negli schieramenti. Il governo di centro-destra guidato dal premier Reinfeldt, spiega Jonasson, ha provato a risolvere il problema diminuendo il costo del lavoro a carico delle imprese: l’impatto però sembra essere stato minimo, considerato quel 22,5% di giovani senza impiego. Ma sulle strategie da adottare ci sono spaccature profonde nella stessa maggioranza. Il blocco di sinistra propone ricette fatte di formazione e tirocini temporanei: non è detto che basti. Forse è il momento, conclude Jonasson, che il Parlamento si interroghi davvero sulle regole del mercato del lavoro, per capire cosa cambiare per affrontare le sfide attuali.

 

Antonio Scafati