Crisi economica: aumentano i suicidi tra disoccupati e imprenditori, il Nord è maggiormente colpito

 

CRISI ECONOMICA – Ieri un pescatore emiliano con ingenti debiti è salito sulla sua piccola barca e con l’ausilio di una corda ha tentato di togliersi la vita, ma alcuni suoi colleghi hanno notato ciò che stava succedendo e sono subito intervenuti per salvarlo. E’ accaduto a Porto Garibaldi, sui lidi di Comacchio (FE), dove un pescatore da diversi mesi non riusciva più a sostenere la famiglia, a pagare il carburante e le bollette, ritrovandosi sommerso dai debiti. I colleghi hanno anche fatto una colletta di 10 mila euro per permettergli di saldare i debiti più urgenti, ma è solo l’ennesimo tentativo di suicidio dall’inizio dell’anno, a causa della crisi economica che sta mettendo sul lastrico tantissime famiglie.

Secondo i dati contenuti nel Secondo Rapporto Eures su ‘Il suicidio in Italia al tempo della crisi’ soltanto nel 2009 si sono tolti la vita 357 disoccupati o imprenditori sull’orlo del fallimento, 362 nel 2010, confermando la decisa impennata di suicidi per motivi economico-sociali. Ma la crisi finanziaria non coinvolge solo il lavoro subordinato, ma anche artigiani, commercianti e iprenditori: secondo i dati offerti dall’Eures sarebbero stati ben 336 nel 2010, contro i 343 del 2009. Secondo il medesimo studio a correre i maggiori rischi sono soprattutto disoccupati e imprenditori, meno i dipendenti o coloro che cercano una prima occupazione, mentre le regioni maggiormente colpite sono quelle del Centro e del Nord. Il triste primato se lo aggiudica la Lombardia, seguita dal Veneto e dall’Emilia Romagna. A livello provinciale (media 2006-2010) il valore più alto si rileva a Vercelli (15 casi per 100 mila abitanti), Belluno (12,9), Ogliastra e Sondrio (12,7), mentre il valore più basso si rileva a Napoli (1,1).

 

Luigi Ciamburro