FMI: recessione più profonda in Italia nel 2012, pareggio di bilancio solo nel 2017

Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale (Getty Images)

FMI RECESSIONE ITALIA – Nel 2012 l’Italia subirà una recessione “più profonda”, insieme alla Spagna, rispetto agli altri Paesi europei. E’ quanto prevede il Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale per il nostro Paese la ripresa economica comincerà solo nel 2013. Il Fondo ha presentato oggi a Washington il suo rapporto sull’economia mondiale, World Economic Outlook. Secondo le stime dell’FMI il Pil italiano segnerà -1,9% nel 2012 e -0,3% nel 2013. Anche se la ripresa inizierà nel 2013, l’anno si chiuderà ancora in recessione. Il Fondo ha migliorato le sue stime precedenti di 0,2 e 0,3 punti percentuali.

La disoccupazione in Italia è destinata a crescere toccando il 9,5% nel 2012 e salendo al 9,7% nel 2013. Nell’Eurozona il tasso dei senza lavoro raggiungerà il 10,9% nel 2012 e il 10,8% nel 2013. Ad alzare le stime è soprattutto la Spagna, il Paese europeo con la disoccupazione più alta: 24,2% nel 2012 e 23,09% nel 2013.

Data la situazione di grave recessione, il Fondo Monetario Internazionale prevede che l’Italia non raggiungerà il pareggio di bilancio nel 2013, come da impegni presi con l’Europa, ma bisognerà aspettare almeno fino al 2017.

Per quanto riguarda il rapporto deficit-Pil, secondo l’Fmi si attesterà al 2,4% nel 2012, all’1,5% nel 2013, all’1,6% nel 2014, all’1,5% nel 2015 e all’1,3% nel 2016 e all’1,1% nel 2017.

Il Fondo ritiene che “un appropriato risanamento dei conti pubblici costituisce un’ovvia priorità” per l’Italia.

Christine Lagarde, direttore generale dell’Fmi, ha espresso apprezzamento per le riforme varate dal governo Monti, tra cui quella sul mercato del lavoro: “Bene l’Italia sulla riforma del lavoro – ha detto Lagarde in un’intervista al Sole24Ore -, a patto che nell’iter parlamentare venga mantenuto l’obiettivo di ridurre il dualismo tra i protetti e chi non lo è”. Riguardo alle misure per rimettere a posto i conti, Lagarde ha affermato che “rappresentano un buon equilibrio”, “evitando di danneggiare troppo la crescita”, anche se si tratta di un “equilibrio sottile, un po’ sbilanciato sul lato delle entrate”.

L’Italia, ha aggiunto il direttore del Fondo Monetario Internazionale, non ha più bisogno del monitoraggio sui conti che era stato deciso dal G-20 di Cannes, perché oggi “i mercati e gli investitori hanno mostrato più fiducia in quello che viene fatto da questo Governo”.

Redazione

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