Presidenziali francesi: tanti cittadini indecisi, forse preferiranno andare in vacanza

folla al comizio di Sarkozy (getty images)

PRESIDENZIALI IN FRANCIA – Rieleggere l’attuale premier Nicolas Sarkozy, puntare tutto sull’innovazione del candidato socialista Francoise Hollande, oppure dare una chance a Jean Luc Melenchon della sinistra radicale? Non sembrerebbe esserci scelta più ardua per i francesi che, a meno di una settimana dalle elezioni per rieleggere il presidente della Repubblica, secondo le ultime ricerche sono ancora largamente insicuri sui destinatari del loro voto.

Fioccano sondaggi e poll in vista della tornata elettorale che si terrà nel prossimo weekend e quasi tutti i dati riportati parlando di un grande numero di potenziali elettori che ancora non ha chiare le idee e non sa a chi dei cinque candidati assegnerà la sua preferenza. Indecisa sarebbe circa un terzo della popolazione in età da voto e si prospetta molto alta la soglia dell’astensionismo.

Lo si era capito già dai due comizi tenutisi domenica scorsa, durante i quali i principali candidati, Sarkozy e Hollande, avevano giocato prevalentemente su questo: attrarre e portare nella propria schiera tutti quei cittadini che, forse perché disillusi dalla politica o semplicemente dubbiosi a causa dell’importanza della posta in campo in un periodo di crisi come questo, non sanno scegliere.

Ciò che stupisce in questa situazione è il peso che avrà il coincidere di questa chiamata alle urne con il periodo delle vacanze scolastiche. In molti, secondo gli analisti francesi, si troveranno a dover decidere se recarsi ai seggi o sfruttare le ore del voto per prendersi una pausa dalla vita lavorativa e di studio. A dimostrazione di questa tesi ci sarebbe il pericoloso antecedente del 2002, anno in cui gli astenuti arrivarono alla percentuale record del 28,4% e Lionel Jospin, candidato del partito socialista, perse una marea di voti che favorirono l’estrema destra del padre di Marine, Jean-Marie Le Pen.

Secondo Le Monde, che ieri ha reso noti i dati del suo Presidoscope 2012, in moltissimi avrebbero cambiato opinione e preferenza nel corso degli ultimi mesi. Si tratterebbe nel complesso del 48% e sono in gran parte i ceti bassi (operai, disoccupati, agricoltori) non sapere come esprimersi. La corsa sarebbe ancora totalmente aperta e potrebbe portare ad esiti inaspettati.

 

Redazione online