Cassazione: Dell’Utri intermediario tra Berlusconi e Cosa Nostra per la protezione dei figli del Cavaliere

Il senatore del Pdl Marcello dell'Utri (Getty Images)

CASSAZIONE DELL’UTRI – Lo scorso 9 marzo la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna a sette anni di carcere, per concorso esterno in associazione mafiosa, pronunciata in appello nei confronti del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Oggi sono state diffuse le motivazioni di quella decisione.

Dell’Utri avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra Silvio Berlusconi e Cosa Nostra, per assicurare la protezione di Berlusconi stesso e della sua famiglia.

Nelle motivazioni della Corte è scritto che il Cavaliere, al momento della sua ascesa come imprenditore, a metà degli Anni ’70, temendo sequestri da parte della criminalità organizzata, fu costretto a pagare “cospicue somme” alla mafia. Dunque nella vicenda si colloca in “posizione di vittima”. In queste circostanze, venne assunto come stalliere, alla villa di Arcore, il boss mafioso Vittorio Mangano, che fu al servizio della famiglia Berlusconi nella prima metà degli Anni ’70.

Secondo la Cassazione, la Corte d’Appello di Palermo ha valutato correttamente le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia riguardo “l’assunzione, per il tramite di Dell’Utri, di Mangano ad Arcore“, e “la non gratuità dell’accordo protettivo, in cambio del quale sono state versate cospicue somme da parte di Berlusconi in favore della mafia”. Tuttavia, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna di secondo grado per il “totale vuoto argomentativo” in merito all’eventuale prova del concorso esterno di Dell’Utri nel periodo compreso tra il 1977 e il 1982. In questi anni, infatti, il senatore del Pdl non era al servizio di Berlusconi.

L’annullamento con rinvio della sentenza significa che il processo di appello nei confronti di Dell’Utri dovrà essere nuovamente celebrato.

La Cassazione ha poi precisato nelle sue motivazioni che dalla circostanza che Berlusconi abbia pagato Cosa Nostra, con l’intermediazione di Dell’Utri, per garantire la sicurezza a sé e ai suoi familiari, non ne discende, come un teorema “irresistibile”, la conseguenza che la mafia appoggiò, venti anni dopo, l’ascesa di Forza Italia.

Redazione

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