Domenica prossima le elezioni politiche in Grecia

Piazza Syntagma e il Pralamento greco ad Atene (AFP/Getty Images)

ELEZIONI IN GRECIA – Domenica prossima, 6 maggio, sarà un’importante giornata elettorale per l’Europa. Non solo per il secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia, ma anche per le elezioni legislative anticipate in Grecia. Il governo tecnico di Lucas Papademos si avvia infatti alla scadenza. Il clima politico tuttavia è estremamente incerto, caratterizzato da un forte disagio sociale e dalla rabbia verso i partiti maggiori Nea Demokratia e Pasok, che hanno governato il Paese in questi ultimi anni di crisi. Il rischio che i partiti più estremi e populisti conquistino consensi, cavalcando il malcontento popolare, è molto elevato e le preoccupazioni dell’Europa riguardano soprattutto l’applicazione delle riforme varate dolorosamente da governo e parlamento di Atene, nei mesi scorsi, per ottenere gli aiuti internazionali necessari a salvare il Paese dal default.

Una questione evidenziata anche dal premier Lucas Papademos, quando ha ribadito che il prossimo governo greco dovrà applicare le leggi approvate dal Parlamento uscente; leggi ritenute “fondamentali per il futuro del Paese nel prossimo decennio”. “Tutti sono d’accordo sul fatto che tali leggi hanno senso e danno dei risultati solo se applicate”, ha detto Papademos durante il suo ultimo Consiglio dei Ministri, mettendo in guardia il nuovo esecutivo da qualsiasi tentativo di rinegoziare i piani di austerità concordati con Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale.

Anche il ministro delle Finanze uscente, Evangelos Venizelos, succeduto alla guida del Pasok a George Papandreou, ha detto che se la Grecia non rispetterà gli impegni internazionali il rischio sarà l’uscita dall’euro, con il ritorno “alla dracma e all’isolamento”.

Sono ben 32 i partiti che si presentano alle elezioni di domenica. Secondo i sondaggi, la perdita di credibilità dei partiti maggiori porterà i greci a votare per altre formazioni politiche, con la conseguenza di una frammentazione del voto e l’elezione in parlamento di un elevato numero di partiti.

Valeria Bellagamba

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