Finlandia: il museo Guggenheim a Helsinki non si farà

LA FINLANDIA E LA CULTURA – Era una decisione attesa, e per certi versi annunciata: il museo Guggenheim a Helsinki non si farà. Lo scetticismo delle ultime settimane si è tramutato in un rifiuto da parte delle autorità cittadine: otto su quindici i voti che hanno respinto il progetto. A votare in senso negativo sono stati esponenti dei socialdemocratici, dei verdi, dell’Alleanza di sinistra. Favorevoli il Partito di Coalizione Nazionale e il Partito Popolare svedese: ma non è bastato.

Non sono state date motivazioni dettagliate a supporto della decisione. Qualche idea però è possibile farsela, partendo dai numeri dell’opera: 140 milioni di euro di investimento, per un progetto che non ha mai convinto del tutto. Considerati costi e rischi, in pratica, la maggioranza ha preferito lasciar perdere. Anche il ministro della Cultura Paavo Arhinmäki nei mesi scorsi aveva espresso più di una perplessità sull’opportunità di una operazione del genere. E pure dagli ambienti culturali della città di Helsinki erano arrivate critiche: meglio esportare la cultura finlandese, hanno detto in molti, piuttosto che importare quella estera. Se a questo si aggiunge che gli stessi cittadini della capitale non avevano mostrato grosso entusiasmo, il quadro è chiaro.

La Fondazione Guggenheim, che contava di inaugurare il museo nel 2018 e di collocarlo nella zona sud della città finlandese, non considera però chiusa la partita. Dai vertici arriva anzi un’altra apertura: se le autorità cittadine (sindaco Pajunen in testa) preferiscono sospendere tutto fino alle prossime elezioni comunali del prossimo autunno, la fondazione Guggenheim è disposta ad aspettare. Come a dire che se la decisione è stata politica, allora a politica ‘compiuta’ se ne potrà riparlare.

 

Antonio Scafati