Siria: oggi le “elezioni farsa”

ELEZIONI IN SIRIA – In Siria le violenze non sembrano placarsi e il conflitto che ormai imperversa da più di un anno non subisce fasi stagnanti, con le due parti in lotta sempre pronte a sferrare colpi e il regime di al Assad sempre più propenso alla repressione militare. Nonostante la situazione sia questa, oggi si terranno nel Paese le elezioni politiche.

Sui seggi, aperti per tutta la giornata dalle 7 alle 22, dovrebbero confluire 15 milioni di persone. In realtà queste elezioni verranno largamente boicottate da tutte le opposizioni alla dittatura che le considerano una delle tante carnevalate del regime, impegnato a mascherare il proprio operato ed ancora intenzionato a veicolare per se stesso un’immagine da governo democratico. Forze militari sono state dispiegate ovunque per sorvegliare e favorire la sicurezza nelle aree elettorali.

In totale sono 7.195 i candidati che concorreranno per essere eletti in un Parlamento costituito da 250 seggi e si troveranno a fare i conti con le apparenti novità introdotte dal regime per questa tornata elettorale, prima tra tutte quella che prevede la partecipazione di partiti che non siano riconducibili al Fronte nazionale progressista, alleanza del Baath di al Assad. Si tratta però di un provvedimento totalmente di facciata, dato che sarà sì possibile l’assegnazione di 123 seggi su 250 ai candidati indipendenti dal Baath, ma 127 posti in Parlamento saranno affidati per ufficio a persone fedeli al sistema dittatoriale.

Il tiranno Beshar al Assad sta governando la Siria da ben dodici anni ed ha ottenuto il potere direttamente dal padre, Hafez, il quale ha esercitato il potere per 30 anni.

 

Redazione online