La storia dell’uomo che portò Breivik sull’isola di Utøya

Anders Behring Breivik (Getty Images)

LA STRAGE DI UTOYA – Il 22 luglio dell’anno scorso perla Norvegia resterà un giorno di dolore e forse qualcosa di mai davvero compreso. La strage di Utøya e la bomba nel centro di Oslo hanno ferito una nazione intera. Settantasette le vittime complessive: tutte per mano di Anders Behring Breivik, da meno di un mese sotto processo. Tra le tante storie che a distanza di tempo riemergono da quel pomeriggio di pioggia ce ne è una che di diritto va messa nell’elenco delle più agghiaccianti. È la storia del capitano Jon Olson, 48 anni, l’uomo che trasportò col suo traghetto Anders Behring Breivik sull’isola di Utøya. Lo fece convinto che Breivik fosse un poliziotto che stava andando ad aiutare i ragazzi.

Nel tribunale che a Oslo sta processando Breivik, Olsen ha raccontato quei pochi minuti trascorsi con l’assassino. Minuti surreali. Olsen ha raccontato che Breivik è arrivato al molo: indossava una divisa da poliziotto, ha mostrato un tesserino e ha chiesto di salire a bordo. Il capitano non ha trovato nulla da obiettare. Olsen ha notato solo a quel punto che il 33enne era armato ma l’unica cosa che ha detto a Breivik è stata di nascondere la pistola per non spaventare i ragazzi: Breivik lo ha fatto, spiegando che era lì proprio per proteggere i giovani dopo l’attentato a Oslo. Una volta a terra, Olsen ha aiutato il falso poliziotto a sbarcare il suo bagaglio. A quel punto, Breivik ha estratto l’arma e ha cominciato a sparare, colpendo anche la fidanzata di Olsen. I ricordi del capitano, a quel punto, diventano sfocati. Quel che ricorda è solo il panico che lo travolgeva mentre cercava di contattare la polizia.

 

Antonio Scafati