Terremoto in Emilia Romagna: in ginocchio agricoltura e memoria artistica, 7 morti. Franco Gabrielli non esclude altre forti scosse

Finale Emilia (Getty Images)

 

 

TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA – Quello trascorso è stato un fine settimana che la storia d’Italia non dimenticherà facilmente, con il folle attentato di Brindisi e il terremoto di magnitudo 6 che ha sconvolto l’Emilia Romagna, in particolar modo il Modenese e il Ferrarese, dove è stato localizzato l’epicentro. A perdere la vita sono quattro operai, un’anziana donna di 103 anni, una cittadina tedesca di 37 anni e una donna di 86 anni, queste ultime due decedute per lo spavento durante i crolli. Migliaia di persone restano per casa tutto il giorno, oltre 3mila gli sfollati, di cui 2500 nel Modenese. Alla prima grande scossa ne sono seguite un’ottantina, di cui una di magnitudo 5.1 nel pomeriggio di ieri, l’ultima stanotte verso le 2 di magnitudo 3.7 e gli esperti dell’Ingv non escludono altre forti scosse.

Ingenti anche i danni all’economia (oltre 250 milioni di euro) e al patrimonio artistico della zona colpita dal terremoto: casolari distrutti, mezzi agricoli sepolti sotto le macerie, stalle e ricoveri danneggiati e prodotti, dall’aceto balsamico alle forme di parmigiano, di cui sono andate perse oltre 400 mila forme. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali “ha attivato un monitoraggio dei danni per definire, in coordinamento con le Regioni e tutte le altre istituzioni interessate, il reale ammontare delle perdite per le aziende e gli agricoltori”. Notevoli anche i danni al patrimonio culturale: chiese, castelli e rocche hanno subito crolli o profonde lesioni e sono state evacuate. Nel Ferrarese sono venuti giù i cornicioni della facciata del Castello Estense, simbolo della città. Disposta la chiusura dei tre musei statali: la Pinacoteca, il Museo Archeologico e la Casa Romei. Danni anche alla chiesa di S.Carlo, mentre dalla chiesa di S.Maria in Vado è caduta la statua della Madonna. Crollata anche una delle guglie del portone del Parco Pareschi. In provincia la situazione non è migliore. A Poggio Renatico è crollata la torre dell’orologio di Castello Lambertini, sede del Comune. Semicrollato l’oratorio di San Luca a Mirabello. Sempre a Mirabello è crollata la chiesa di San Paolo: non ha più l’abside e buona parte della facciata. Lesioni gravi al campanile della chiesa di S.Lorenzo a Casumaro di Cento.

Gravi danni anche nel Modenese: a S. Felice sul Panaro forte compromissione dei palazzi storici, della chiesa, della Rocca e la torre dell’Orologio è crollata, mentre a Finale Emilia sono venuti giù la Torre dei Modenesi, il mastio della Rocca cittadina, il campanile del cimitero monumentale, praticamente raso al suolo. Parzialmente crollato anche lo storico Palazzo dei Veneziani. Nella chiesa di Buoncompra, frazione di Finale, manca più di metà della facciata che si è ribaltata sulla piazza. A Sassuolo chiuso, per verifiche, il palazzo comunale.

A causa dell’evento sismico il premier Mario Monti ha deciso di anticipare il suo rientro in Italia da Chicago, dove è in corso il vertice Nato, e la sua presenza è stata annunciata anche al funerale di Melissa Bassi che si terrà quest’oggi a Mesagne. “In questi momenti il paese deve sentirsi, e sono certo che si sente, unito e vicino a chi soffre” ed ha aggiunto che le operazioni di soccorso “speditamente e bene, ma le sofferenze umane, la preoccupazione per il ripetersi delle scosse e le perdite di vite ci preoccupano molto”. Ora la priorità è assicurare protezione ai cittadini emiliani e, soprattutto, agli sfollati, come affermato dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli: “La nostra priorità assoluta è quella di dare assistenza alle persone e di fare in modo che possano passare la notte in condizioni accettabili”. E avverte: “A grandi scosse, poi ne seguono altre. Non necessariamente quella della notte scorsa è la più grande. Bisogna essere cauti – ha proseguito Gabrielli -: sui terremoti non si fanno previsioni e non si approccia il problema con superficialità e impropria rassicurazione”.

 

Redazione

 

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