Squinzi si insedia a Confidustria e bacchetta il governo

Sede Confindustria

SQUINZI CONFINDUSTRIA – Il neo Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, ha tenuto oggi la sua prima relazione all’Assemblea degli industriali e si è subito rivolto al governo tecnico di Mario Monti a cui non ha risparmiato critiche. La prima richiesta di Squinzi al governo è stata quella di “aprire un confronto per una nuova politica industriale che consenta a questo Paese una vera prospettiva di crescita”. Il neo presidente di Confidustria ha quindi bocciato la riforma del lavoro. Se la riforma delle pensioni è stata “severa, ma necessaria”, ha detto Squinzi, quella sul mercato del lavoro “appare meno utile alla competitività del Paese e delle imprese di quanto avremmo voluto“. “È una riforma che modifica il sistema in più punti ma, a nostro giudizio, non sempre in modo convincente“, ha aggiunto.

Molto duro il giudizio di Squinzi sui tagli alla spesa pubblica: “Occorre un impegno serio, determinato, continuo per ridurre la spesa pubblica. Non possiamo accontentarci di una spending review che sia solo una bella analisi dei tagli possibili. Servono tagli veri“, ha rimarcato il presidente degli industriali italiani.

“La riforma della pubblica amministrazione“, poi ha sottolineato Squinzi, “è la madre di tutte le riforme“. Una riforma che “insieme alla semplificazione normativa più ci può aiutare a tornare a crescere“.

Il Presidente di Confindustria ha poi affrontato il drammatico tema del credit crunch: occorre ridare “subito credito alle imprese”, ha affermato, “la carenza e i costi del credito sono il nodo più urgente da sciogliere perché sta soffocando il tessuto produttivo“. “Alle banche e allo Stato italiano chiediamo uno sforzo aggiuntivo”, ha detto Squinzi, che comunque ha espresso soddisfazione per i recenti decreti varati dal governo sui debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese e gli accordi del governo con le banche. Decreti e accordi che ora “vanno attuati con convinzione e determinazione”, ha sottolineato.

In merito alla pressione fiscale, senza mezze misure il Presidente di Confindustria ha affermato che in Italia è diventata una “zavorra intollerabile che si aggiunge ad altre zavorre”. La pressione fiscale reale complessiva, ha denunciato Squinzi, è arrivata nel nostro Paese “al 68,5% contro il 52,8% in Svezia, il 46,7% in Germania, il 37,3% nel Regno Unito”. “È il momento di invertire la rotta – ha avvertito -. C’è urgente bisogno di riformare il fisco“. Il presidente degli industriali italiani ha chiesto che i proventi della lotta all’evasione, che “è sacrosanta, devono essere utilizzati per ridurre la pressione fiscale su chi produce ricchezza, ossia sul lavoro e sull’impresa“.

Squinzi quindi ha ricordato la drammatica situazione dei giovani italiani, schiacciati tra disoccupazione e precariato: “Se non apriamo ai giovani nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l’Italia”, ha avvertito il presidente di Confindustria.

“Non pensiamo di avere la bacchetta magica, ma abbiamo la determinazione e la voglia di contribuire a risolvere i problemi del nostro Paese”, ha detto Squinzi. “Noi crediamo in questo Paese, altrimenti non faremmo il mestiere che facciamo – ha aggiunto -. Perché pensiamo che le nostre imprese sono il futuro di questo Paese, dei suoi giovani, dei nostri figli”.

Redazione

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