Siria: Terzi scettico rispetto ad un intervento militare

SIRIA: TERZI DICE LA SUA SUGLI INTERVENTI – Secondo quanto è stato riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, l’organo che quotidianamente riferisce i dati relativi alle uccisioni causate dalla repressione del regime di al Assad, solamente nella giornata di ieri sarebbero decedute 72 persone, tra le quali molti  civili. Tenendo ben presente queste tristi statistiche, le quali si aggiungono a quelle di stragi e massacri che fanno notizia ormai da mesi, il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha rilasciato delle dichiarazioni sullo stato del conflitto siriano e sul grado di realizzazione dei piani finora varati ed adottati dalla comunità internazionale per mettere fine alle violenze.

Secono Terzi il progetto di pace stilato dal delegato per la Siria Kofi Annan, non si è rivelato adeguato in quanto “non sta dando i risultati necessari e però urgenti”, anche considerando che “la popolazione viene continuamente massacrata e nel Paese stanno accadendo episodi orribili che rappresentano un richiamo urgente e pressante alla comunità internazionale”.

L’ipotesi di un intervento militare in territorio siriano, ipotesi più volte abbozzata tra i diplomatici occidentali conseguentemente al rifiuto di prestare fede ai patti stipulati che viene dalle autorità governative siriane, non piace particolarmente a Terzi, il quale ha detto: “Penso che nessuno auspichi o proponga un intervento militare straniero, neppure con l’autorizzazione dell’Onu, ovvero una duplicazione del modello Libia”.

Terzi si è espresso anche in merito alla questione relativa alla Russia, paese che in più occasioni ha esercitato il proprio potere di veto e si è dimostrato scettico nel considerare l’adozione di provvedimenti più incisivi ai danni del regime al Assad. “E’ fondamentale per l’Italia un suo coinvolgimento più costruttivo nella gestione della crisi e per una soluzione politica. Ha un ruolo di fondamentale importanza non solo perché membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu ma anche da un punto di vista della politica reale, in considerazione del fatto che Mosca ha rapporti con Damasco molto consolidati”, ha concluso il ministro.

 

Redazione online