Islanda: la premier Sigurðardóttir condannata per violazione delle leggi sulla parità di genere

Jóhanna Sigurðardóttir

ISLANDA: CONDANNATA LA PREMIER – Se in un paese dai diritti civili avanzati come l’Islanda c’è una condanna per discriminazione di genere, già di per sé è una piccola notizia. E la notizia diventa grande se ad essere stata condannata è una donna come la premier socialdemocratica Jóhanna Sigurðardóttir, che guida il paese. Ebbene sì:la Sigurðardóttir secondo il tribunale di Reykjavík ha violato le leggi sulla parità di genere.

Questa storia ha inizio due anni fa, quando c’è da assumere una persona presso l’ufficio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Oltre venti candidati, ma solo cinque davvero qualificati: quattro donne e un uomo. Chi viene scelto? L’uomo. A una delle quattro donne la cosa non va giù e decide di andare fino in fondo. I giudici del tribunale di Reykjavík gli hanno dato ragione: ora lo stato islandese dovrà pagare 500mila corone islandesi (poco più di tremila euro) a titolo di risarcimento non tanto perché la donna non è stata assunta quanto per le dichiarazioni pubblicate sul sito web della presidenza del Consiglio due anni fa: la donna non era così qualificata come l’uomo che era stato scelto, una dichiarazione che i giudici hanno considerato offensiva per la reputazione della candidata. Ed è qui che scatta la violazione delle leggi sulla parità di genere ravvisabile in base alle modifiche normative del 2008, modifiche che come ricorda l’Iceland Review vennero fatte proprio dalla Sigurðardóttir allora ministro degli Affari Sociali. Una beffa? No. L’ufficio della presidenza del Consiglio ha commentato la sentenza con equilibrio: positivo che la corte sia arrivata ad emettere un giudizio.

 

Antonio Scafati