Per Melissa, per Azzurra, contro il mostro della scuola di Brindisi. Per non dimenticare…

Giovanni Vantaggiato

Un articolo che lascia davvero senza parole, quanta è la commozione che provoca, quello scritto da Elisa Carlassi sul quotidiano ‘Libero’ e riguardante Azzura, la sedicenne sopravvisuta all’attentato di Brindisi compiuto alla scuola Morvillo Falcone da Giovanni Vantaggiato. Già dal titolo “Farò vedere a tutti cosa mi ha fatto il mostro” l’immaginazione inizia a correre provocando un brivido che percorre tutta la schiena. Ecco un piccolo frammento dell’articolo:

“Mamma, vieni?”. La voce è quella di una bambina. Squillante. Spaurita. A sentirla le daresti setto, otto anni. Invece ne ha sedici. Rita, la mamma, lunghi capelli corvini, gli stessi della figlia prima che la bomba esplosa davanti alla scuola Morvillo- Falcone si prendesse anche quelli, dice che è come fosse nata di nuovo. Perché la credevano morta e invece è viva. E perché è come dovesse reimparare tutto. A cominciare dalla fiducia nel mondo. “Mamma, mi aiuti?”. Vuole sistemarsi meglio. Ma il braccio destro è pesante. Sopra ha un ferro, conficcato con due chiodi per congiungere le due parti dell’avambraccio, sgretolate dall’esplosione. Dopo oltre un mese di letto, non ha più muscoli, carne. Peserà quaranta chili. Prova a tirare su il braccio con la mano sinistra. Ha gli occhi vispi. Marroni venati di verde. Bellissimi. L’unico punto del corpo non martoriato. Sopra l’occhio destro, all’inizio della cute, ha una ustione ancora viva. L’esplosione ha bruciato la massa di riccioli neri, lunghissimi, che la mamma mostra nelle foto. Ora ha capelli cortissimi. Sulla coscia destra ha una fascia: lì le hanno dovuto togliere la pelle per ricostruirle la pancia. Altre bende sulla gamba destra, sotto il ginocchio, nei piedi. Dove non ci sono bende spunta una pelle venata, da neonato. E qua e là, sulle braccia e nelle gambe, il nero dei frammenti esplosi. Macchie, dicono i medici, che sarà molto difficile far sparire.

E’ possibile contribuire ad aiutare tutte le ragazze che sono sopravvissute alla bomba ma che ora devono fare i conti con ricostruzioni facciali o comunque continue operazioni. Di seguito i dati per contribuire alla raccolta fondi:

Dati per la raccolta fondi

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