Lega Nord: il congresso federale prende il via, comincia l’era di Roberto Maroni

Roberto Maroni (foto Facebook official)

 

 

LEGA NORD – Stamane prende il via il congresso federale della Lega Nord ad Assago, che salvo colpi di scena last-minute, dovrebbe segnare la fine dell’era Bossi e l’inizio dell’era di Roberto Maroni, l’ex ministro che si è fatto spazio al vertice dopo anni di fedele militanza, seppur agevolato dallo scandalo Belsito che ha travolto parte della famiglia del Senatur. Bobo Maroni sembra mettere d’accordo la maggioranza del popolo padano, anche se persiste qualche voce contrastante e fuoriluogo, come il sindaco di Diano Marina, Giacomo Chiappori, che lancia l’allarme: “Senza Bossi la Lega è finita, Maroni ha paura di diventare la sua ombra”. Chiappori accusa Maroni di aver ”portato la Lega alla grande rottura” anche se – spiega il deputato ligure – l’ex ministro ”non ha ancora capito che proprio grazie a questa rottura lui sarà tritato da quelli che oggi sono i suoi pasdaran: Flavio Tosi e Matteo Salvini”.

Regna grande attesa per l’intervento di Umberto Bossi atteso per domani mattina alle 10:30: investirà ufficialmente il nuovo iter di Maroni o farà capire che lui è sempre presente, pronto a vigilare sul suo operato? Fatto sta che il Senatur non può permettersi il lusso di dividere il Carroccio in vista della prossima campagna elettorale, divisioni che nuocerebbero alla salute della Lega, specie dopo gli scandali dei mesi scorsi che hanno fatto crollare i consensi al partito.

Intanto il neosegretario Maroni esprime parole di incertezza circa l’esito del vertice di Bruxelles: “Ho letto notizie positive e molti ma e molti ‘se’ che sono tutti da chiarire. Credo si sia investito molto in comunicazione, aspettiamo di vedere i contenuti ma sono molto scettico. Ho visto sorrisi a Bruxelles fuori luogo”. E aggiunge: “Sono molto scettico che i risultati dell’azione di Monti siano reali. Temo che dopo l’estate ci sarà un inasprimento della crisi come dice Confindustria. Siamo nel baratro, ci aspetta una recessione gravissima”.

 

Redazione

 

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