Vertice Ue a Bruxelles: Mario Monti accolto come vincitore, nuovi tagli alla spesa per gli italiani

Mario Monti a Bruxelles (Getty Images)

 

 

VERTICE UE A BRUXELLES – Al vertice di Bruxelles Mario Monti ottiente una conquista quasi storica, con la stampa tedesca che gli riconosce di aver avuto la meglio sulla cancelliera Angela Merkel, d’accordo ma irritata per lo scudo antispread. Dopo il secondo giorno di incontri il premier italiano ha telefonato ai tre leader di maggioranza, Alfano, Bersani e Casini, per illustrare la trattativa condotta a buon fine e per richiamarli al proprio impegno. “Ora spetta a voi fare la vostra parte in Parlamento”, questo il senso della telefonata del Professore, che tra lunedì e martedì presenterà nuovi provvedimenti, tra cui il taglio dai cinque agli otto miliardi alla spesa, a partire da quella sanitaria. Una sorta di manovra aggiuntiva che la maggioranza dovrà ingoiare come un’amara medicina e fare buon viso a cattivo gioco dinanzi ad un popolo già stremato come quello italiano.

“In questi due giorni abbiamo fatto importanti passi avanti – ha sottolineato il presidente del Consiglio -. Passi avanti che corrispondono molto a quelli che l’Italia da tempo sostiene: è stato adottato un patto per la crescita e l’occupazione che contiene importanti misure sia a livello nazionale che europeo”. Ed ha poi aggiunto: “Stiamo facendo anche un po’ d’azione di promozione presso altri Paesi dell’idea, per noi naturale ma non sempre considerata tale, tra sinergia tra disciplina di bilancio e misure per la crescita”.

Ma in patria Monti può contare sull’appoggio incondizionato del presidente Giorgio Napolitano, che ieri è parso soddisfatto del risultato del summit di Bruxelles. Il presidente della Repubblica ha seguito l’evolversi della trattativa europea dalla tenuta di Castelporziano, informato in tempo reale dallo stesso Monti. “Una scommessa vinta”, per il capo dello Stato. Ma è pur vero che la morfologia della maggioranza sta progressivamente cambiando con l’avvicinarsi della prossima campagna elettorale. Nel Pdl si sta abbandonando la linea del consenso incondizionato al presidente del Consiglio: in molti, a partire da Angelino Alfano, hanno applaudito al successo italiano al vertice europeo, ma alcuni non hanno esitato ad esprimere disapprovazione, a cominciare dall’ex ministro Renato Brunetta e da Fabrizio Cicchitto, che sta meditando il modo migliore per prendere le distanze dall’esecutivo senza provocarne la caduta e senza troppo irritare Pier Ferdinando Casini, cui Silvio Berlusconi continua a tendere una mano nella speranza non si butti a sinistra con il Pd.

 

Redazione

 

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