Spending review, Susanna Camusso: “Inevitabile lo sciopero generale”. Governo Monti non fa dietrofront

Susanna Camusso (Getty Images)

 

 

SPENDING REVIEW – Mario Monti evita di parlare di una nuova manovra, ma il piano del Governo sulla spending review prevede tagli per 8 miliardi nel settore degli statali e della sanità, tanto che i sindacati, quasi risvegliatasi dal torpore, minacciano lo sciopero generale. “Vedremo quale sarà il decreto che il governo approvera’. Ma se saranno confermate le cose che ci hanno detto a Palazzo Chigi sara’ inevitabile che si passi dalla mobilitazione allo sciopero”. Lo ribadisce in un’intervista alla ‘Repubblica’ il leader della Cgil Susanna Camusso, che dopo l’incontro di ieri con il governo si dice “arrabbiata e delusa”, anche per la “progressiva riduzione del ruolo delle parti sociali” nella difficile partita.

 

“Da mesi – ha argomentato Camusso – inseguiamo i problemi che via via vengono creati dal governo. Alla prova dei fatti questo è un metodo fallimentare”. “E sulla ridefinizione delle cosiddette piante organiche degli uffici pubblici spiega: “questi non sono altro che tagli lineari, non hanno niente a che vedere con una spesa pubblica più efficiente e di maggiore qualità. Ma si può tagliare allo stesso modo – si chiede – i dipendenti del ministero dell’Economia, i vigili del fuoco, gli infermieri di un ospedale o i poliziotti?”. “Vedremo quale sarà il decreto che il governo approverà. Ma se saranno confermate le cose che ci hanno detto a Palazzo Chigi sarà inevitabile che si passi dalla mobilitazione allo sciopero”.

Ma il leader della Cgil non ha rivolto solo critiche al provvedimento dell’Esecutivo Monti, ma ha anche avanzato un’idea per tagliare i costi della spesa pubblica: ” Siamo i primi a dire che si deve tagliare – ha dichiarato nell’intervista a ‘Repubblica’ -. Tutte le consulenze, per esempio. Valgono 1,5 miliardi. Si possono dichiarare esuberi e poi rivolgersi ai consulenti?”. E inoltre “abolire le società controllate al 100% dagli enti locali e che non forniscono servizi ai cittadini. Sono solo poltrone in meno per la politica”.

 

Redazione

 

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