Lega Nord: l’eterna querelle tra Bobo Maroni e Umberto Bossi

Roberto Maroni e Umberto Bossi (foto Facebook official)

 

 

LEGA NORD – L’eterna querelle tra cerchio magico e maroniani continua a tenere banco all’interno della Lega Nord, come dimostra il botta e risposta a distanza tra il neo segretario Roberto Maroni e l’ex segretario Umberto Bossi. Al termine del primo congresso federale da numero uno del partito tenutosi nella sede di via Bellerio a Milano, Bobo Maroni ha chiarito che il Senatur non avrà più nessuna voce in capitolo, specie per quanto concerne le espulsioni dal Carroccio decise prima del mese di luglio in seguito allo scandalo Belsito.

Durante una conferenza stampa il neo segretario ha spiegato che il ruolo attributo dal nuovo statuto al Senatur, cioè di ultimo giudice in appello per quanto riguarda le espulsioni di coloro che hanno almeno dieci anni di militanza, non può essere esercitato per chi è stato espulso prima dell’entrata in vigore della Carta (ovvero il primo luglio). “Le espulsioni sono state fatte in questi anni così come prevedeva lo statuto: quelli che hanno considerato l’espulsione illegittima hanno avuto modo di ricorrere agli organismi interni”, ha spiegato Maroni. “Adesso è cambiato lo statuto e dal primo luglio ci sono nuove regole – ha continuato – quindi, per i provvedimenti disciplinari che saranno presi dal primo luglio in poi, si applicano le nuove regole, compresa quella che consente al presidente federale Umberto Bossi di essere giudice d’appello”.

Ma stamane sul ‘Fatto Quotidiano’ Umberto Bossi rivendica la sua leadership all’interno della Lega pur non rivestendo più il ruolo di leader: “Il partito non è di Maroni, il capo sono ancora io”

 

Redazione

 

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