Spagna: il governo respinge la sentenza del Tedh sul caso dell’attivista Eta Rio Prada

Ines del Rio Prada

SPAGNA: CONTRASTO TRA TEDH E GOVERNO SU CASO ETA – C’è contrasto tra le autorità spagnole e il Tribunale Europeo per i Diritti Umani su un caso relativo alla questione basca analizzato oggi dal l’organo dell’UE. La questione riguarda Ines del Rio Prada, attivista dell’Eta, l’organizzazione paramilitare che opera nei Paesi Baschi. La Rio Prada è stata processata e condannata in Spagna ad una pena che ammonta a circa 3.000 anni di detenzione perché ritenuta responsabile di alcuni assassinii effettuati per motivi politici, ma nel corso della giornata di oggi l’organo europeo che si occupa della salvaguardia dei diritti umani, ha chiesto che la donna venga al più presto scarcerata e che sia elargito a suo favore un rimborso per i danni morali subiti.

La disputa tra le due istituzioni è relativa all’applicazione della cosiddetta dottrina Parot una particolarità giudiziaria dell’ordinamento spagnolo che interessa i pluriomicidi e tutti quei soggetti reputati particolarmente pericolosi dai giudici. Secondo la dottrina Parot, che prende il nome da Hunai Parot, anch’egli militante Eta accusato di aver commesso 150 omicidi, è possibile sommare condanne per arrivare a pene stratosferiche. Questa dottrina è attiva in Spagna dal 2006 e contro la sua applicazione la Rio Prada aveva fatto ricorso presso il Tribunale Europeo che oggi ha accolto la sua istanza.

A proposito della sentenza emessa dall’istituzione europea il ministro degli Interno spagnolo ha immediatamente replicato che la Rio Prada “non uscirà dal carcere dove sta scontando una condanna a 3.828 anni di carcere per l’omicidio di oltre 20 persone” perché è ancora alto il “rischio di fuga”. Inoltre il ministro ha fatto sapere che il governo spagnolo ha intenzione di presentare un ricorso al Tribunale europeo anche per la questione relativa al pagamento del rimborso che ammonta a 30.000 euro.

 

Redazione online