Giappone: a Fukushima si chiese ai lavoratori della centrale di mentire sul tasso di radioattività

Centrale nucleare di Fukushima (Getty Images)

INDISCREZIONI SU FUKUSHIMA – Emergono nuove e scottanti indiscrezioni in relazione al disastro di Fukushima, il tragico evento durante il quale una serie di esplosioni ai reattori che componevano la centrale nucleare diede origine ad un ingente dispersione di materiale radioattivo nel corso del maggio 2011. In un periodo in cui il Giappone è attraversato da grandi proteste contro la restaurazione, proposta dal premier Yoshihiko Noda, di programmi che prevedono la produzione di energia atomica, la testata nipponica Asahi Shimbun pubblica un’inchiesta con la quale smaschera l’occultamento di informazioni che venne fatto in concomitanza con la  tragedia dello scorso anno.

Ad essere nel mirino di Asahi Shimbun è la ditta Build-up, una delle aziende che avevano in appalto dei lavori nella centrale di Fukushima, la quale avrebbe imposto ai propri dipendenti di mentire riguardo al tasso di contagio da particelle radioattive al quale erano stati interessati. Se gli operai avessero detto il vero, trasgredendo alle direttive dell’azienda, avrebbero probabilmente perso il posto di lavoro.

Secondo la testata giapponese inoltre, la Build-Up tentò di camuffare il livello di esposizione alle scorie pericolose dei propri lavoratori chiedendo a questi ultimi di manomettere l’attrezzo, chiamato dosimetro, associandolo a del piombo, materiale che isola ed altera i risultati.

La diffusione della notizia è particolarmente interessante se si considera che il tasso di allerta nei confronti del nucleare in Giappone è cresciuto a partire dallo scorso anno in maniera esponenziale ed ha portato molti cittadini nipponici a contrastare apertamente la linea politica del primo ministro Noda, il quale sembra non lasciarsi convincere a rinunciare al proprio piano per il ritorno all’energia atomica ed ha già rimesso in funzione alcuni reattori del Paese.

Redazione online