Spending review: posta la fiducia dal governo

Aula

SPENDING REVIEW FIDUCIA – Posta la fiducia in Senato sulla spending review. Immediata la reazione di Antonio di Pietro, il quale in seguito all’avvenuta decisione di blindare il maxiemendamento, che ingloba anche il decreto sulla vendita del patrimonio pubblico, ha attaccato Monti e Napolitano definendoli “peggio di Berlusconi”, prepotenti e pieni di voglia di assolutismo. Assoluta anche la condanna del Pd sempre più incapace a far fronte alle intemperanze dell’ex-alleato impegnato a rincorrere il grillismo”. “Irresponsabile e stucchevole”, gli ha fatto sapere Anna Finocchiaro che ha addidato i paragoni “davvero indecorosi”, che “offendono in modo squilibrato e irrispettoso il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio”.

Emma Bonino, il presidente del Senato, ha spiegato che per oggi sono previste le procedure di voto, intorno alle 10,30 mentre l’esito avverrà solo un paio di ore più tardi. Dopo il via libera di Palazzo Madama il provvedimento andrà alla Camera per la conversione in legge giovedì o venerdì.

La prima fase operativa della spending review dovrà assicurare allo Stato risparmi superiori a 4 miliardi nel 2012 e a 10 miliardi nel 2013. Con le risorse raccolte il governo rinvia al secondo semestre del prossimo anno l’aumento delle aliquote Iva previsto per il mese di ottobre, assicura il pensionamento anticipato ad altri 55.000 esodati, finanzia spese “indifferibili” per oltre 2 miliardi nel prossimo anno e destina 1 miliardo sia nel 2013 sia nel 2014 alle zone colpite dal terremoto della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna.

Dal punto di vista dei farmaci il governo non ha fatto alcun passo indietro. Quindi il medico è obbligato ad indicare “il principio attivo del farmaco richiesto, con la facoltà di prescrivere, indicando i motivi, anche un medicinale specifico a base dello stesso principio attivo“. “In questo ultimo caso il farmacista non può sostituire il farmaco prescritto – è stato possibile apprendere in una nota – ciò a garanzia della migliore terapia farmacologica del paziente”.

Dal punto di vista fiscale tra le modifiche di rilievo apportate dal Senato, c’è la facoltà delle Regioni di aumentare dal 2013 all’1,1% dall’attuale 0,5% l’addizionale Irpef. Il capitolo dismissioni prevede la cessione alla Cassa depositi e prestiti delle società a controllo pubblico Sace, Fintecna e Simest. Poiché Cdp è fuori dal perimetro della pubblica amministrazione, l’operazione comporterà un introito entro il 2012 a ridurre il debito pubblico di circa 10 miliardi. Inoltre è stata data la facoltà, a Banca Mps , di vendere al Tesoro speciali obbligazioni simili ai Tremonti bond allo scopo di rispettare il rafforzamento patrimoniale chiesto dall’Eba, l’Autorità bancaria europea. Infine è stato previsto il blocco per tre anni delle tasse univeristarie a tutti gli studenti in corso e con un reddito familiare sotto i 40.000 euro.

Luca Bagaglini

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