Caso Ilva, presidente Ferrante: “Archinà curava male gli interessi dell’azienda”

Stabilimento Ilva

CASO ILVA – Girolamo Archinà, dirigente del siderurgico tarantino, è stato allontanato dal suo incarico. In merito il presidente dell’Ilva di Taranto, Bruno Ferrante, all’entrata di palazzo San Macuto dove sarà ascoltato dalla commissione parlamentare circa il ciclo dei rifiuti, ha reso nota la sua disapprovazione: “Sono indignato e molto arrabbiato“. “Era giusto che andasse via”. Ferrante alla domanda se il direttore del siderurgico curasse gli interessi dell’azienda, ha continuato: “Sì li curava ma molto male“.

Si è conclusa sabato scorso davanti al Tribunale del Riesame la lunga udienza, iniziata venerdì, sul caso dell’Ilva di Taranto. I legali dell’azienda siderurgica avevano presentato ricorso contro il sequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento disposto il 26 luglio scorso dal Gip di Taranto. Per otto tra dirigenti ed ex dirigenti erano stati ordinati anche gli arresti domiciliari. I provvedimenti del Gip sono stati adottati sulla base dell’accusa di disastro ambientale. I legali dell’Ilva hanno depositato due perizie di parte, una chimica e l’altra epidemiologica, per ottenere il dissequestro degli impianti. Il sequestro, infatti, reso effettivo con l’apposizione dei sigilli da parte dei carabinieri lunedì scorso, non consente la facoltà d’uso. Un provvedimento che ha messo in agitazione i lavoratori dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa, minacciando la sopravvivenza stessa dei posti di lavoro per quasi undicimila persone, tra operai dell’azienda e lavoratori dell’indotto.

Redazione online

Con direttanews.it sei sempre al centro delle notizie, clicca QUI e diventa fan