Congo: crolla miniera. Circa 60 morti

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CROLLA MINIERA IN CONGO. ALMENO 60 MORTI – Circa 60 persone hanno perso la vita a causa del crollo di una struttura sotterranea all’interno della quale si effettuavano scavi minerari in Congo. La miniera, operativa per l’estrazione di oro e collocata in una zona remota del Paese nei pressi della località Pangoyi, è franata lunedì scorso mentre i lavoratori, circa 100, erano in un’area della struttura posizionata a 100 metri sotto il suolo.

Gli stessi soccorsi sono stati resi difficili dal fatto che la zona interessata dal crollo è interna ad una giungla controllata da alcune milizie militari. Sembra inoltre, stando a quanto ha riferito il governo locale, che il sito della miniera sia stato abbandonato dopo alcuni scontri avvenuti tra le forze armate congolesi e un gruppo militare non ufficiale.

La situazione dei lavoratori di miniera in Congo è drammatica e questa tragedia è solo la punta dell’iceberg a testimonianza del degrado, dello sfruttamento e della povertà che dilagano nel Paese. Moltissimi sono infatti gli uomini e le donne congolesi che si inseriscono all’interno dell’organico delle miniere disseminate sul territorio perché mossi dalla disperazione e dalle scarse opportunità lavorative. Una volta entrati come minatori, gli operai non godono di alcuna tutela, lavorano illegalmente, senza alcun tipo di contratto e spesso sono soggetti ad incidenti, a causa della scarsa sicurezza che caratterizza i luoghi di estrazione.

Molti dei materiali estratti dalle miniere viene utilizzato dalle grandi multinazionali produttrici di telefoni cellulari e oggetti elettronici. Anche recentemente alcune note compagnie, tra le quali la Apple, la Intel, la Motorola, sono state citate come aziende che utilizzano forza lavoro irregolare congolese per ottenere materiali a basso costo.

 

Redazione online