Incendi: ieri 127 roghi. Perché agiscono i piromani?

Un pompiere in azione nella notte

INCENDI: 127 ROGHI SOLO IERI – Non smette di bruciare la nostra penisola e sembra proprio che quello degli incendi sia un fenomeno ormai tristemente radicato nella quotidianità delle estati italiane. Secondo una stima del Corpo Forestale dello Stato, solamente nella giornata di ieri, purtroppo paragonabile a una delle tante altre giornate delle ultime settimane, i roghi divampati in Italia sono stati 127.

Le zone più colpite sono state quelle del sud, con la Campania e la Calabria ancora una volta in pole position: ben 32 incendi sono stati accesi in Campania, 27 in Calabria, 18 in Basilicata, 12 in Toscana e 11 nel Lazio.

Come viene spesso ribadito, le alte temperature e le folate di caldo contribuiscono sì al proliferare delle fiamme, ma di certo non sono la causa principale dei roghi, i quali spesso sono di origine dolosa. Molte sono le motivazioni che spingono i cosiddetti “piromani” a mettere a fuoco alcune porzioni di territorio e a contribuire così alla devastazione ambientale arrecata dalle fiamme: dalla volontà di abbattere fronde e alberi con il fine di facilitare l’edificabilità della zona, passando per il tentativo di ricevere fondi per la riqualificazione della zona e il rimboschimento.

Proprio il 10 agosto scorso, Legambiente, nella persona di Vittorio Cogliati Dezza, presidente dell’associazione, ha inviato una lettera aperta ai piromani con la quale ha chiesto che si mettesse fine all’accensione di fuochi e che si tenesse conto dei gravi danni che queste comportano. “Motivi diversi vi spingono a compiere questi atti criminali. C’è, ad esempio, chi cede alla seduzione di un facile e immediato guadagno offrendosi come manovalanza a basso costo a quanti intendono speculare sulle aree percorse dal fuoco, c’è chi spera di prenotarsi un futuro lavoro di rimboschimento, c’è chi deliberatamente vuole attaccare le aree naturali protette e i parchi, perché ogni vincolo, per chi vuole devastare il territorio a proprio uso e consumo, è insopportabile, c’è chi fa dell’illegalità e dell’attacco ai beni comuni il proprio mestiere quotidiano, c’è chi spera di ricavare un vantaggio personale dall’arrivo di finanziamenti destinati alle attività di spegnimento”, ha scritto Cogliati Dezza, concludendo con il dire: “State bruciando il ramo in cui siete seduti”.

 

Redazione online