Presidenziali USA: Paul Ryan e il conservatorismo antiabortista

Ryan e Romney (getty images)

PAUL RYAN E L’ANTIABORTISMOPaul Ryan, il politico del Wisconsin recentemente nominato da Mitt Romney candidato alla vicepresidenza statunitense tra le fila del Partito Repubblicano, è divenuto il principale ricettacolo di critiche da parte dei democratici e di tutti coloro che in America avversano il conservatorismo. Le ultime polemiche sorte sulla figura politica di Ryan riguardano il suo approccio nei confronti del diritto all’aborto e sono state lanciate dalla testata indipendente MotherJones, la quale in un articolo di oggi elenca i numerosi provvedimenti legislativi di cui il repubblicano si è fatto portavoce in materia.

Nel corso del suo lavoro presso la House of Representatives, Ryan ha appoggiato alcune proposte di legge tese a limitare la libertà della donna a decidere come gestire la propria gravidanza. Nulla di nuovo riguardo alle posizioni esplicitate dallo stesso Ryan che, in quanto conservatore, non ha mai fatto mistero del suo credo antiabortista, ma l’elenco proposto da MotherJones si focalizza su alcuni provvedimenti sponsorizzati dal candidato altamente restrittivi della libertà femminile e a tratti persino pericolosi per la salute della donna.

Tra le varie proposte, Ryan figura come votante, ad esempio del cosiddetto Protect Life Act, una riforma approvata dalla House of Representatives nell’ottobre del 2011 con la quale, se fosse passata anche in Senato, avrebbe permesso alle strutture ospedaliere di scegliere se prestare servizi abortivi o se rifiutare di praticare interruzioni di gravidanza. Anche in caso di emergenza, se cioè la donna richiedente l’aborto fosse stata in pericolo di vita, i medici avrebbero potuto rifiutare la prestazione.

Altre misure antiabortiste sottoscritte da Ryan sono quelle del The Sanctity of the Human Life Act, con il quale si conferiva lo status legale di “persona” allo zigote o quella del The Unborn Child Pain Awareness Act, con cui si richiedeva ai medici di consegnare alle donne intenzionate ad abortire un opuscolo contenente espressioni marcatamente antiabortiste.

 

Redazione online