3 settembre 2012: trent’anni dall’assassinio del generale Dalla Chiesa

 

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

UCCISIONE DALLA CHIESA – Esattamente trent’anni fa moriva assassinato assieme a sua moglie Emanuela Setti Carrano e all’agente di scorta Domenico Russo, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. L’eccidio, eseguito in via Isidoro Carini a Palermo, fu il risultato di una ritorsione di Cosa Nostra contro l’uomo, autore di uno scottante dossier che incastrava numerosi mafiosi. Nel luogo preciso in cui avvenne la strage, tra le più tragiche della storia della Sicilia assieme a quelle in cui rimasero vittima Falcone e Borsellino, qualcuno scrisse successivamente questa frase, eletta ad emblema dell’uccisione del generale Dalla Chiesa: “E’ morta la speranza dei palermitani onesti”.

Numerose indagini furono avviate per rendere piena giustizia alla figura del generale e a quella delle altre due persone che persero la vita con quell’attentato. Il processo riuscì ad assicurare alla legge parte dei mandanti e degli esecutori, tanto che oggi sappiamo come quella sera in via Carini furono Antonio Madonia e Calogero Ganci ad imbracciare il kalashnikov usato per l’attentato e a colpire i tre.

Tante sono però ancora le incertezze che contrassegnano il caso Dalla Chiesa e poca luce è stata fatta finora sia sugli effettivi mandanti dell’agguato che sul rapporto della vicenda con le istituzioni, sospettate più volte di non essere totalmente esenti. Ci si continua ad interrogare anche sui motivi che portarono le autorità superiori a spedire Dalla Chiesa nel palermitano dopo che aveva condotto numerose indagini nel nord Italia contro malavita e terrorismo rosso.

Intanto, in attesa che la chiarezza arrivi ad illuminare quel pezzo di storia del nostro Paese, una cerimonia commemorativa si è svolta, come ogni anno a Palermo, dove sono state poste delle corone d’alloro ed è iniziata una messa celebrativa.

 

Redazione online