Quasi impossibile la missione in Siria per il nuovo delegato ONU

 

Lakhdar Brahimi (Getty Images)

SIRIA: IL NUOVO INVIATO PERPLESSO – Il nuovo inviato speciale dell’ONU e della Lega Araba in Siria, Lakhdar Brahimi, ha espresso forti perplessità sulla riuscita della sua missione nel territorio del medioriente martoriato da una guerra civile ormai lunga e sanguinosissima. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate ai microfoni della BBC, emittente britannica a cui ha fatto presenti le seguenti impressioni: “Arrivo a questa missione con gli occhi aperti, e senza illusioni. So quanto sia difficile – quanto vicino all’impossibile. Non posso dire impossibile – quasi impossibile”.

Pare quindi animato da scarsa fiducia il nuovo inviato, il quale eredita la missione protratta per qualche mese da Kofi Annan. Forse memore dello svolgimento estremamente complesso della situazione e del fallimento in cui è incorso Annan, il cui piano di pace è stato totalmente disatteso dalle autorità siriane che hanno continuato a perpetrare le loro violenze, Brahimi preferisce non alimentare false speranze. Sa che la situazione è estremamente complessa e che Bashar al Assad, nonostante le numerose defezioni, non sembra essere intenzionato a mollare l’osso. Al conflitto interno, variegato, ingarbugliato e multietinia, fa da contrappunto la situazione estera e la rilevanza che la questione siriana ha in tutto il territorio mediorientale.

Brahimi ha forse qualche idea, ma non ha un piano ben preciso da presentare al momento. L’unica cosa che è emersa con chiarezza è la presa di posizione dell’inviato algerino, il quale ha voluto specificare di già la sua totale estraneità rispetto alle pratiche di Assad, ma una altrettanto deciso distacco rispetto ai ribelli, ai quali ha detto: “Per favore ricordate che io non sto abbracciando il vostro movimento. Sto lavorando per due organizzazioni internazionali, le Nazioni Unite e la Lega Araba e non parlo il vostro stesso linguaggio”.

 

Redazione online