Matteo Renzi agita le primarie del Pd. “Le alleanze si fanno con i cittadini non con Casini, Vendola, Di Pietro”

Matteo Renzi (Getty Images)

 

 

PD – Il sindaco fiorentino Matteo Renzi dà fiato alle trombe in vista delle primarie del Pd e, dalla festa comunale dei democratici a Ferrara, dove ha dato vita ad un dibattito con Dario Franceschini, ha raccolto molti applausi e pochi mugugni. Prima ha risposto, a distanza, a Nichi Vendola che vorrebbe candidare al Quirinale Romano Prodi: “Con tutto il rispetto per Prodi – ha detto Renzi – smettiamola di giocare al totonomi”. Poi ha criticato il Pd, ricordando come la foto di Vasto abbia “terrorizzato i cittadini, oltre che i mercati”.

Ma le parole più infuocate del sindaco toscano sono state espresse il giorno prima alla festa del Pd a Reggio Emilia, quando ha bersagliato le vecchie personalità del partito, a cominciare da Rosi Bindi, oppure quando ha parlato di alleanze politiche. “Se vinciamo alle primarie, è chiaro che ci sarà un cambiamento, perché faremo rispettare la regola del limite dei mandati – ha sottolineato Renzi – e perché sulle alleanze si rovescia il termine. Le alleanze si fanno con i cittadini e non con Casini, Vendola, Di Pietro”. Per questo non risparmia strali ai leader di Udc e Sel: “Casini dice che non sono autorevole? Bene, l’onore della prova tocca a noi. Comunque io ricordo un suo omonimo che appoggiava il governo Berlusconi e del Pd non si preoccupava”.

 

Ma le risposte dei vertici del Pd non si sono fatte di certo attendere, a cominciare da Massimo D’Alema in occasione della Festa dell’Unità di Bologna: “Bersani è più adatto a unire il nostro partito, a costruire una coalizione e a governare l’Italia. Tre cose molto importanti che Renzi non mi sembra in grado di fare”, dicendosi convinto della vittoria di Bersani alle primarie.

Il presidente dell’assemblea nazionale del Pd, Rosy Bindi, è passata al contrattacco: “Fare il vicepresidente della Camera è un grande onore, mi dispiace che si abbia questa considerazione degli incarichi istituzionali. Poi si dà il caso che io abbia vinto un congresso e per questo sono presidente del partito”, ha detto in risposta alle affermazioni di Renzi secondo cui la sua partecipazione alle primarie fosse un occasione per ottenere un premio di consolazione.

Il leader di Sel ha invece ribattuto: “Credo che al juke-box delle banalità, delle piccole litanie qualunquiste valga la pena non replicare. A Matteo Renzi che ha considerato Marchionne l’icona della modernità – ha aggiunto Nichi Vendola -, io vorrei contrapporre gli operai di Pomigliano che sono per me icona della modernità”.

 

Redazione

 

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