Danimarca: Søvndal lascia la guida del Partito Popolare Socialista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:25
Villy Søvndal

Villy Søvndal lascia. Non guiderà più il Partito Popolare socialista. Resterà ministro degli Esteri nel governo guidato dalla laburista Helle Thorning-Schmidt ma farà un passo indietro all’interno della sua formazione politica. L’annuncio è arrivato venerdì mattina, monopolizzando tutto il week end politico danese. “E’ giunto il momento di passare il testimone” ha dichiarato Søvndal: “Avevo deciso già prima delle ultime elezioni che non mi sarei ripresentato come leader del partito”.

A settembre dell’anno scorso la coalizione composta dai Socialdemocratici, dalla Sinistra Radicale e dal Partito Popolare Socialista ha vinto le elezioni in Danimarca. Søvndal è stato scelto per occupare la poltrona di ministro degli Esteri, ed è su questo incarico che si concentrerà d’ora in avanti.

Villy Søvndal ha preso la guida del partito nel 2005, sostituendo Holger K. Nielsen. Sette anni lunghi e complessi, con più ombre che luci. Il ministro ha comunque rivendicato le sue vittorie, nel momento dell’addio: “Ho portato il Partito Popolare Socialista al governo per la prima volta, così come avevo promesso”. Evidentemente non è bastato. Problemi (e grossi) hanno investito il partito proprio in quest’ultimo anno trascorso nelle stanze del governo, a cercare soluzioni per tirare fuori la Danimarca dalla crisi economica e ridurre la disoccupazione.

“Il nuovo leader avrà tempo per prepararsi alle prossime elezioni” ha aggiunto Villy Søvndal. Elezioni che, se si tenessero oggi, sarebbero un disastro. Solo il 5,8% degli elettori, secondo l’ultimo sondaggio Megafon, sarebbe propenso a sostenere il Partito Popolare Socialista. Del resto già l’anno scorso Søvndal e soci avevano preso meno di ciò che si aspettavano, subendo il sorpasso a sorpresa della Sinistra Radicale. Allora l’asticella si fermò al 9,2%, confermando un calo che era nell’aria. Nel 2007 il Partito Popolare Socialista veleggiava intorno al 13%.

Chi guiderà il partito nei prossimi mesi? Søvndal non ha indicato un successore. Per ora i nomi sono sostanzialmente due. A partire da quello della ventinovenne Astrid Krag, ministro della Salute, la prima ad aver detto di essere pronta a sostituire il leader uscente se verrà scelta. Ida Auken, ministro dell’Ambiente classe 1978, sembrerebbe avere più sostegno tra gli elettori, anche se dice di non volersi candidare. Chiunque prenderà le redini avrà di fronte a sé sfide decisive, anche perché è probabile che attraverso l’elezione del nuovo leader le varie anime del partito arriveranno a sfidarsi platealmente. Come scriveva stamattina il Berlingske Tidende, Astrid Krag rappresenta l’ala più a destra, mentre Ida Auken quella verde. Gli equilibri interni potrebbero cambiare di qui a poche settimane.

 

Antonio Scafati