Le previsioni di ripresa per l’economia finlandese

L’economia finlandese sta entrando in una fase negativa: il Pil è sceso dell’1,1% su base trimestrale mentre su base annua la contrazione è dello 0,1%. Giù anche le esportazioni (-2,3% rispetto al trimestre precedente), gli investimenti (-0,7%) e i consumi privati (-2,2%). Tutte cose che a Helsinki erano state già anticipate. E infatti nessuno ne è rimasto sorpreso. Ma quanto è destinata a durare questa fase? È qui che le opinioni si dividono.

Cominciamo dai più pessimisti. Gli analisti della Nordea Bank (una banca con base a Stoccolma nata dalla fusione di alcuni istituti di credito nordeuropei) ritengono che non ci sarà traccia di ripresa prima del 2014. La Finlandia è destinata a vivere un periodo di recessione e a risentirne sarà l’economia nella sua interezza. Secondo le proiezioni degli analisti dell’istituto, la disoccupazione dovrebbe lievitare fino all’8%, le esportazioni dovrebbero peggiorare; tasse e inflazione in aumento condizioneranno i consumi interni. Insomma, un quadro per nulla incoraggiante.

Come riportato dall’Yle, la Nordea Bank ritiene che Helsinki chiuderà l’anno 2013 con un aumento del Pil piuttosto modesto (+1,3%) e che solo a partire dall’anno successivo l’economia tornerà a girare a ritmi soddisfacenti, abbastanza da raddoppiare la crescita e portare il Pil alle soglie del +3%. I motivi? La crisi dell’area-euro, ovviamente: con l’aggravante che secondo la Nordea Bank la situazione della Spagna è destinata ad aggravarsi, e questo condizionerà tutto il quadro continentale.

Più incoraggianti sono le previsioni dell’Istituto economico di ricerca. Il 2012 si chiuderà negativamente, ma le cose miglioreranno già a partire dall’anno prossimo quando l’economia finlandese potrebbe crescere anche del 2%. Anche in questo caso sono le scelte di Bruxelles che decideranno le sorti di Helsinki: e secondo i ricercatori dell’istituto, le politiche comunitarie riusciranno a raffreddare le turbolenze sui mercati, con conseguenti giovamenti per tutti.

In pratica l’economia finlandese è destinata a vivere un momento difficile: quanto lungo questo momento sarà è ancora impossibile stabilirlo. Quel che è certo – Nordea Bank e Istituto economico di ricerca lo confermano – è che Helsinki è legata a doppio filo alle sorti dell’euro.

 

Antonio Scafati