Scuola: a Mantova i docenti precari che protestano si giocano l’incarico

SCUOLA: A MANTOVA I PRECARI NON POSSONO PROTESTARE – In un periodo così caotico e delicato per il mondo dell’istruzione notizie di proteste sono all’ordine del giorno, soprattutto da parte dei tanti precari che mandano avanti i nostri istituti scolastici ma non vedono riconoscersi il diritto ad un’attività stabile e redditizia. Fa scandalo, in questo contesto, un fatto avvenuto a Mantova, dove il provveditorato agli studi ha provato a zittire i docenti precari che hanno presentato un ricorso per alcune presunte irregolarità verificatesi nel corso delle procedure per l’assegnazione degli incarichi. Dopo essersi presentati, molti docenti che avevano ricevuto incarichi per tre anni consecutivi si sono visti negare la possibilità di entrare ad insegnare con un contratto a tempo indeterminato, come spetterebbe loro di diritto.

Dopo questo fatto circa 150 precari hanno presentato un’istanza al giudice del lavoro, il quale ha poi stabilito che i lavoratori in questione dovevano essere inseriti all’interno dell’organico dei rispettivi istituti. Il provveditorato si è rifiutato di assegnare l’incarico ed ha fatto sapere che “l’Ufficio scolastico ritiene non convocati i docenti beneficiari delle sentenze poiché ciò che è stato deciso in quelle sentenze è di ostacolo al conferimento delle nomine”. In sostanza l’istituzione ha dato un aut aut ai precari: o affrancarsi dalla protesta o perdere l’occasione per vedersi conferire un altro incarico provvisorio.

Il caso di Mantova porta alla luce un problema da anni presente all’interno del mondo della scuola, dove annualmente si ripete un illecito rispetto alle normative europee recepite dallo stato italiano, secondo le quali dopo contratti a tempo determinato protrattisi per tre anni consecutivi il datore di lavoro deve garantire all’impiegato un contratto a tempo indeterminato.

 

Redazione online