L’11 settembre 1973 in Cile Pinochet attuava il golpe e avviava la sua sanguinaria dittatura

Augusto Pinochet

11 SETTEMBRE 1973, GOLPE DI PINOCHET – Oltre che l’anniversario dalla strage delle Twin Towers a New York, oggi, se si getta un occhio al calendario della storia, ricorrono i trentanove anni dal golpe militare che in Cile ordito e portato a compimento da quello che poi si sarebbe rivelato come uno dei dittatori più sanguinari mai esistiti, Augusto Pinochet.

Proprio l’11 settembre del 1973 i militari guidati da Pinochet destituirono il presidente in carica Salvador Allende, appartenente alla coalizione Unidad Popolar ed eletto dai cileni nel 1970. Allende stava perseguendo una politica di impronta socialista nel tentativo di ridistribuire le ricchezze e di sollevare il Cile dalla situazione di povertà estrema in cui era sprofondato. Il golpe fu organizzato con cura e l’assedio del Palazzo Presidenziale avvenne su vari fronti: da terra e con strumenti di aviazione militare. Gli stessi servizi segreti USA, nazione avversa al governo socialista in pieno clima di guerra fredda, erano stati informati dell’azione. Allende morì durante l’attacco e Pinochet poté insediarsi assieme alla sua giunta militare.

Quello di Pinochet si dimostrò da subito come governo repressivo e tirannico. Tutte le opposizioni di sinistra furono sapientemente eliminate dal panorama politico e il fenomeno della desapareción divenne tristemente noto tra i militanti avversi al regime. Almeno 3o.000 persone furono imprigionate e uccise, senza che di loro si potesse conservare traccia, nel corso degli anni in cui la giunta militare amministrò il Cile. Altre 60o.000 furono brutalmente torturate.

Nel 1989, dopo oltre quindici anni di dittatura, un plebiscito sancì il ritorno alla pratica democratica e Pinochet abbandonò, successivamente alle elezioni che si tennero nel Paese, la carica di governatore, conservando tuttavia quello di capo supremo dei servizi militari fino al 1998.

 

Redazione online