Fiat fa marcia indietro su ‘Fabbrica Italia’. Passera: l’azienda rispetti le sue responsabilità

Il ministro Corrado Passera (Getty Images)

FIAT FABBRICA ITALIA“Fabbrica Italia”, il progetto di Fiat di investimenti negli stabilimenti italiani viene meno. L’annuncio lo ha dato la stessa Fiat, ieri, in un comunicato precisando che si tratta di un progetto ormai vecchio di due anno e mezzo e da allora la situazione è profondamente cambiata, con la crisi economica che ha fatto crollare il mercato dell’auto. “Fabbrica Italia” non è un “impegno assoluto” ha ribadito Fiat: “E’ necessario infatti che il piano prodotti e i relativi investimenti siano oggetto di costante revisione per adeguarli all’andamento dei mercati”.

Una dichiarazione che ha suscitato forte preoccupazione tra lavoratori, sindacati e forze politiche. Con dure critiche anche dall’imprenditore Diego Della Valle nei confronti dell’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne e del presidente John Elkann. “Continua questo ridicolo e purtroppo tragico teatrino degli annunci ad effetto da parte della Fiat, del suo inadeguato amministratore delegato e in subordine del presidente. Assistiamo infatti da alcuni anni a frequentissime conferenze stampa nelle quali, da parte di questi Signori, viene detto tutto e poi il contrario di tutto, purché sia garantito l’effetto mediatico, che sembra essere la cosa più importante da ottenere, al di là della qualità e della coerenza delle cose che si dicono”, è stato il commento di Della Valle. “Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l’Italia o la crisi, che sicuramente esiste. Il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo amministratore delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate o, peggio ancora, le scelte più convenienti per loro”, ha aggiunto l’imprenditore marchigiano.

Oggi, invece, sono arrivate le attese parole del Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che ha precisato l’attenzione e l’impegno del governo sulla vicenda. “Vogliamo capire fino in fondo le implicazioni di una serie di annunci che si sono susseguiti e che non permettono ancora di comprendere le strategie di Fiat in Italia”, ha spiegato Passera. “Faremo di tutto perché nell’ambito della crescita di Fiat l’Italia abbia un ruolo importante“, ha aggiunto il ministro, precisando tuttavia che “non è pensabile che la politica si sostituisca alle scelte imprenditoriali e di investimento“. Comunque, “il governo farà tutto il possibile per assicurare che le responsabilità che Fiat ha preso nei confronti dell’Italia vengano rispettate e ben chiarite“, ha assicurato.

Nel frattempo, critiche alla Fiat sono giunte anche dal leader dell’Udc Casini: “Oggi di fatto la Fiat adotta in modo disinvolto una politica legittima, ma moralmente discutibile“: dopo anni di “incentivi per l’azienda e per il settore” non si possono “accettare lezioni da chi non è riuscito proporre in tutti questi anni un modello nuovo di auto”, ha commentato il leader dell’Udc.

Redazione

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