Caso Vittorio Arrigoni: ergastolo per due salafiti

murales per Vittorio Arrigoni (getty images)

PROCESSO VITTORIO ARRIGONI – E’ giunto oggi il verdetto del processo che in Palestina è stato organizzato per fare giustizia in relazione alla morte dell’attivista italiano per i diritti palestinesi Vittorio Arrigoni. Il tribunale gestito da alcuni militari dell’organizzazione Hamas ha affidato la pena dell’ergastolo ai due imputati affiliati di una milizia salafita ritenuti responsabili dell’uccisione dell’uomo, avvenuta nell’aprile del 2011.

La vicenda giudiziaria relativa alla morte di Arrigoni era iniziata l’8 settembre del 2011 e si è conclusa solamente ora a causa dei numerosi rinvii. Tra i quattro imputati (Abu Ghoul, 25 anni, Khader Jram, 26 anni, Mohammed Salfi, 23 anni, e Hasanah Tarek) due hanno ricevuto la pena dell’ergastolo e nessuno è stato condannato alla pena di morte, prevista dall’ordinamento locale ma non gradita dagli stessi familiari di Vittorio, i quali hanno chiesto di non applicarla.

Vittorio Arrigoni ha svolto per anni in Palestina attività di reporter, giornalista, attivista per i diritti umani negati alla popolazione palestinese. Il 14 aprile dello scorso anno Arrigoni era stato rapito presumibilmente da alcuni jihadisti salafiti operanti nel territorio a Gaza. Il cadavere dell’attivista fu ritrovato il giorno successivo, all’interno dell’appartamento in cui era stato segregato.

 

Redazione online