Camera deputati: nessuna certificazione esterna per i bilanci dei partiti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:29
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BILANCI PARTITI – Domani la Giunta della Camera dei Deputati prenderà in esame il nuovo regolamento della Camera che dovrebbe introdurre più trasparenza nei bilanci dei gruppi parlamentari. In base alle anticipazioni dell’Ansa, che ha visionato il documento, non si prevede il controllo dei bilanci da parte di una società di certificazione esterna. La proposta del presidente della Camera, Gianfranco Fini, non è stata dunque accolta.

L’Ufficio di presidenza della Camera, la scorsa primavera, aveva deciso di modificare il regolamento di Montecitorio per garantire una maggiore trasparenza nell’uso dei fondi da parte dei gruppi parlamentari. Una proposta dei Questori aveva quindi ricevuto il via libera dalla Giunta per il Regolamento, il 31 luglio scorso. Fini aveva poi chiesto di inserire nel nuovo regolamento una norma che prevedesse il controllo dei bilanci dei gruppi parlamentari da parte si una società di certificazione esterna alla Camera.

Lo scorso 12 settembre la Giunta aveva esaminato questa integrazione alla bozza di regolamento, ma i gruppi della Camera hanno deciso di eliminare la previsione del controllo esterno, facendo valere il principio dell’autogiurisdizione degli organi costituzionali (la cosiddetta ‘autodichia’). La Giunta ha quindi incaricato Antonio Leone (Pdl) e Gianclaudio Bressa (Pd) di redigere una nuova bozza, che è stata presentata negli uffici della Camera e che sarà votata domani.

Nel nuovo regolamento, stando sempre a quanto riportato dall’Ansa, si prevede che i contributi che la Camera corrisponde ai partiti politici che costituiscono gruppi parlamentari devono essere destinati “esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all’attività parlamentare e alle funzioni di studio, editoria e comunicazione ad essa ricollegabili, nonché al fine di garantire il funzionamento degli organi e delle strutture dei Gruppi”. Già ora, comunque, questi contributi non possono essere destinati a scopi privati o estranei alle finalità parlamentari.

Il controllo sull’impiego di tali contributi per i soli scopi istituzionali verrà effettuato non più da una società di revisione esterna, come previsto nella bozza voluta da Fini, ma dal collegio dei Questori, cioè dai tre deputati di maggioranza e opposizione, che sono a capo dell’Amministrazione di Montecitorio. Dunque i parlamentari si controlleranno da soli.

Redazione

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