Sergio Marchionne: “Fiat resterà in Italia, non ho parlato di esuberi o chiusura stabilimenti”

Sergio Marchionne (getty images)

 

 

FIAT – L’ad della Fiat, Sergio Marchionne, in un’intervista a ‘Repubblica’ risponde alle accuse di Diego Della Valle e Cesare Romiti, promettendo di non chiudere altri stabilimenti in Italia, anche a costo di dover dirottare qui i guadagni fatti all’estero. “Tutti parlano a 100 all’ora, perchè Fiat è un bersaglio grosso, più delle scarpe di alta qualità. Ci sarebbe da domandarsi chi ha dato la cattedra a molti maestri d’auto improvvisati. Ma significherebbe starnazzare nel pollaio. Finchè attaccano me bene. Ma lascino stare Fiat”, ha detto Marchionne riferendosi agli attacchi di Della Valle, che ha definito il passo indietro su Fabbrica Italia una “vergogna”.

A Detroit la Fiat riscuote successo, a Torino è un disastro, ma nonostante ciò non ha intenzione di chiudere alcun stabilimento: “Mi impegno ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell’Italia. Io la mia parte la faccio, non sono parole”. Gli americani “fanno due conti e mi dicono cosa farebbero: chiusura di due stabilimenti per togliere sovracapacità dal sistema europeo. Se mi comporto diversamente, ci sarà una ragione”.

“In questa situazione drammatica, io non ho parlato di esuberi, non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via… non mollo. Mi impegno, ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell’Italia”. La situazione politico-economica italiana sembra remare contro la Fiat: d’altronde chi “se la sentirebbe di investire in un mercato tramortito dalla crisi, se avesse la certezza non soltanto di non guadagnare un euro – spiega Marchionne – ma addirittura di non recuperare i soldi investiti?”.

 

Redazione

 

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