Pussy Riot: processo d’appello rinviato al 10 ottobre

Pussy Riot (Getty Images)

PUSSY RIOT: PROCESSO RIMANDATO – E’ stato rimandato il processo di appello per il caso Pussy Riot, processo che doveva svolgersi questa mattina all’interno di una corte moscovita e che avrebbe dovuto portare alla conferma o alla ratifica della condanna a due anni di carcere emessa nel corso del processo di primo grado. Il motivo per cui l’udienza è stata posticipata e si svolgerà, secondo quanto stabilito dai giudici, il prossimo 10 ottobre, è relativo all’appoggio legale di una delle tre ragazze arrestate e messe alla sbarra.

Yekaterina Samutsevich, quella tra le Pussy Riot che nel corso dell’intensa e diffusa mobilitazione internazionale si è esposta di più a livello mediatico e d’immagine, ha infatti fatto presente al giudice di trovarsi in disaccordo con i propri avvocati e di non voler essere rappresentata dalle loro persone. In particolare le accuse della Samutsevich sono andate contro Violetta Volkova, una dei tre legali che ha curato fino a questo momento la difesa della donna. Yekaterina ha però preferito evitare di esporre le ragioni dello screzio e si è limitata a far sapere che sussistono delle divergenze di opinione che la portano a non voler collaborare per la sua difesa con i tre.

Il rinvio dichiarato dalla corte, riunitasi presso il Consiglio comunale di Mosca, è stato proposto per permettere alla Samutsevich di contattare altri avvocati ai quali affidare il lavoro.

Al di là del rinvio, il processo in programma per oggi a Mosca ha attirato fuori dalla corte numerose persone interessate ad assistere o a dire la loro su un caso che ha avuto così tanta rilevanza internazionale e che in Russia è al centro delle cronache ormai da mesi.

 

Redazione online