La crisi del governo danese: laburisti sotto il 20%

Parlamento danese

GOVERNO DANIMARCA – Puntuali e spietati, i sondaggi politici in Danimarca tornano ad avvelenare il clima all’interno del partito laburista che guida il governo. Secondo un’indagine condotta da Voxmeter e pubblicata sul quotidiano Jyllands-Posten, i socialdemocratici sono ormai ampiamente sotto la soglia del 20%: l’ultimo sondaggio infatti li piazza al 18,8%. I Liberali dell’ex premier Lars Løkke Rasmussen – visto oggi dalla maggior parte della popolazione come la persona più indicata per governare il paese – veleggia su quote ben diverse: 32,9%, un vantaggio abissale. Lo Jyllands-Posten si è fatto due calcoli: se si votasse oggi, l’attuale opposizione tornerebbe al governo conquistando 100 seggi; l’esecutivo si ritroverebbe in una situazione di inferiorità con 75 seggi. Per farsi un’idea delle proporzioni basta considerare che alle ultime elezioni, il centrosinistra conquistò 89 seggi lasciandone 86 agli avversari.

L’indagine demoscopica condotta da Voxmeter ha raccolto l’opinione di poco più di mille danesi. Ne esce fuori un quadro politico molto chiaro. Rispetto alle elezioni parlamentari del settembre 2011, i laburisti hanno perso per strada sei punti percentuali; esatto contrario per i Liberali di Rasmussen, che sei punti li hanno guadagnati nel corso di questo anno e poco più. Risale anche il Partito Popolare Danese (il più conservatore dei partiti del paese), oggi al 13,9%. Nel blocco di governo scendono invece gli altri partiti: il Partito Popolare Socialista (oggi al 7,1%) e la Sinistra Radicale (al 7,8%). Si tratta di percentuali e posizioni che nel corso degli ultimi mesi si sono cristallizzate: e non è un buon segno per il governo, perché significa che gli elettori sono sempre più convinti di affidare ad altri il proprio voto.

I motivi sono sempre gli stessi, almeno a giudicare le accuse che molti elettori muovono all’esecutivo. Scarsa coesione interna, troppe promesse elettorali non mantenute, importanti riforme rimaste solo su carta. La crisi economica resta un problema irrisolto in Danimarca, la disoccupazione non scende. È ormai evidente che i danesi si aspettavano di più da questo governo.

Antonio Scafati

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