Inghilterra: cambierà la legislazione in materia d’aborto?

INGHILTERRA E ABORTO –  La Gran Bretagna, come sanno bene molte donne italiane, è tra i paesi più permissivi in materia di aborto e garantisce tempistiche abbastanza lunghe per attuare un’interruzione di gravidanza. Tanto sono larghe le maglie legislative inglesi in questo specifico campo dei diritti civili, che proprio in Inghilterra si recano molte cittadine del nostro Paese che necessitano di praticare un aborto in tempi successivi ai tre mesi dal concepimento (il limite italiano imposto dalla 194) e che il più alto numero di donne straniere che usufruiscono di un servizio di interruzione di gravidanza da quelle parti è, dopo quello delle irlandesi, proprio quello delle italiane.

A questo proposito è interessante il dibattito che negli ultimi giorni sta avendo luogo in Gran Bretagna su questo argomento. Da quando l’attuale ministro alla Salute, Jeremy Hunt, immesso all’interno del Consiglio di Governo successivamente al rimpasto effettuato da Cameron il mese scorso, ha rilasciato delle dichiarazioni con le quali faceva sapere di essere favorevole alla riduzione delle tempistiche permesse per praticare un aborto. In particolare Hunt aveva affermato di guardare con interesse ad una eventuale riduzione dalle 24 settimane (6 mesi) attualmente concesse, alle 12 settimane (3 mesi come in Italia).

Proprio oggi il primo ministro David Cameron ha voluto mettere a tacere le polemiche che si sono create successivamente alla pubblicazione delle parole di Hunt. Cameron ha gettato luce sulla questione dicendo di non avere in cantiere alcun tipo di manovra tesa a modificare la legislatura in termini di aborto. Tuttavia lo stesso premier ha detto che si offre personalmente per supportare eventuali richieste sulla riduzione delle tempistiche per l’interruzione volontaria di gravidanza da presentare in Parlamento.

“Personalmente ho votato per una modesta riduzione a partire dall’attuale limite di 24 settimane, perché credo che ci siano controversie mediche in merito. Ma non sono d’accordo con il limite di 12 settimane e questa non è la linea che intende sostenere il governo”, queste le parole di Cameron.

 

Redazione online