Juventus, Marotta parla di tutto: da Conte a Mazzarri, dal top player agli investimenti low cost

Giuseppe Marotta (getty images)

 

MAROTTA JUVENTUS – Il Direttore Generale della Juventus Giuseppe Marotta si gode la sua ‘creatura’ e alla Gazzetta dello Sport concede un’interessante intervista per parlare di tutto. Si comincia col Napoli e con Mazzarri, insieme a Marotta alla Sampdoria: ”Siamo partiti fortissimo e il Napoli sta reggendo molto bene, la prova che è un gruppo competitivo. Mazzarri? E’ migliorato tantissimo. L’esperienza conta molto per un allenatore e il Napoli è cresciuto a sua immagine e somiglianza. Conte e Mazzarri sono i tecnici che incidono di più sul rendimento delle loro squadre. Ma con tutto il rispetto il nostro allenatore ha già vinto. Ed è più giovane. Diciamo che è più avanti”. Mister Conte, però, tornerà in panchina solamente fra due mesi: ”E’ un’assenza che pesa. A volte ad Antonio basta un gesto per risolvere una situazione durante la partita. Tutti, però, si sono fatti carico di questa responsabilità. La vigilia di Pechino è stata tremenda. La lunga squalifica di Conte rischiava di mandarci in confusione. Ma la vittoria nella Supercoppa è stato un prezioso spartiacque”. Capitolo rinnovo del contratto di Buffon: ”Ne parleremo, c’è tutta la voglia di rinnovare. Anzi, per me Gigi deve chiudere la carriera in bianconero. Quando vuole lui, magari a 40 anni per battere il record di Zoff”. Spazio al mercato: ”Cavani? Il prezzo lo fa il rendimento, ma la Juve in estate sapeva che il Napoli non voleva cederlo. Perciò non s’è mossa. Jovetic? Ne abbiamo parlato con il presidente Cognigni e con il d.s. Pradé: se non è educazione questa… Comunque Jovetic non c’interessa più. Berbatov? La Juve ha la coscienza a posto. Berbatov aveva in testa la Premier, non l’Italia. Se poi vogliamo parlare di fantacalcio… Top player? Premesso che gli 85 gol fatti e i 24 subiti nella serie-record ci dicono che questa squadra funziona già così. E’ dura rinforzarla. Ci guarderemo intorno, ma con dei paletti. Per un cosiddetto top player vanno spesi 40 milioni di cartellino e 10 netti per l’ingaggio. Cifre che il nostro calcio non può reggere: le big spagnole e inglesi fatturano il doppio di noi, non possiamo stare dietro ai loro principeschi investimenti. Così cercheremo delle opportunità, con oculatezza. Llorente e Drogba? Stiamo bene così. Ripeto, seguiamo tutte le situazioni a patto che si creino condizioni economiche allettanti. Rimpianti per Verratti? La Juve ha preso Pogba gratis e sta valorizzando Marrone, due ottimi talenti in cui crediamo molto. Purtroppo non potevamo spendere 12 milioni per Verratti. E’ il solito discorso delle compatibilità finanziarie”.

Marco Orrù