India: il processo ai marò italiani rinviato all’8 novembre

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty Images)

CASO MARO’ – E’ un’odissea interminabile la vicenda giudiziaria dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti in India dallo scorso 15 febbraio con l’accusa di aver ucciso per errore due pescatori indiani, scambiati per pirati, mentre prestavano servizio anti-pirateria sulla petroliera Enrica Lexie nelle acque dell’Oceano Indiano, al largo dello Stato indiano del Kerala.

Il processo di primo grado davanti al tribunale di Kollam è stato rinviato per l’ennesima volta: la nuova data è stata fissata all’8 novembre. Il rinvio è stato disposto dal giudice in ragione della prossima decisione, davanti alla Corte Suprema federale di New Delhi, della questione sulla giurisdizione competente nel caso, in merito alla quale esiste una controversia tra India e Italia. Ciascuno dei due Paesi sostiene infatti di avere competenza a decidere sull’incidente: l’Italia in quanto ritiene che i fatti siano avvenuti in acque internazionali, l’India invece in acque di propria competenza. Il giudice di Kollam ha ritenuto pertanto di aspettare l’imminente sentenza della corte di Nuova Delhi, prima di andare avanti con il processo di merito.

Siamo allibiti e sconcertati per il fatto che uno stato di diritto come l’India non riesca a esprimere con coraggio un giudizio in tempi rapidi che riporti a casa i nostri marò”, ha commentato il Ministro degli esteri Giulio Terzi, avvertendo che se la sentenza dell’Alta Corte di Nuova Dehli sarà negativa per i due marò italiani, “l’Italia avvierà tutta una serie di azioni a livello internazionale e quel punto si aprirebbe anche sul piano legale una controversia tra stati”.

Redazione

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