Madrid: sgomberati due edifici occupati in Piazza di Spagna

Madrid, skyline

Sono stati sgomberati, nella giornata di martedì 9 ottobre, i due edifici occupati ai numeri 4 e 5 di Piazza di Spagna a Madrid. Gli edifici, dove vivevano 40 persone, appartengono ad un’agenzia immobiliare e sono stati, secondo quanto denunciato da alcuni vicini, sgomberati senza mandato. Nessuna notizia si ha di coloro, la maggior parte immigrati o indigenti, che per due anni hanno vissuto negli edifici, prima proprietà di Telefonica e successivamente dell’agenzia immobiliare Monteverde. Un vicino, Eugenio Cuadra, spiega: “Gli occupanti non davano fastidio a nessuno. Il problema è che questi edifici sono diventati di moda tra i ragazzi del botellón e qui non si dormiva più”.

Gli stessi occupanti erano arrivati a lamentarsi dei giovani che, soprattutto nel fine settimana, si ubriacavano e disturbavano la quiete pubblica. Lo sfratto è avvenuto nella mattinata di martedì 9 ottobre, quando l’impiegato dell’agenzia Monteverde, Antonio Solera Sanz-Bustillo, si è presentato accompagnato da alcuni vigilanti, invitando gli occupanti ad abbandonare l’immobile. Il Comune di Madrid tuttavia nega che la Polizia Municipale abbia preso parte allo sgombero.

Una vicina, che preferisce non rivelare la sua identità, ammette di aver sporto 47 denuncie contro il degrado che stava riguardando i locali in questione, in cui i ragazzi si riunivano per drogarsi e bere. Nonostante siano stati presi provvedimenti legali, molti ragazzi stanno ancora tentando l’accesso ai locali, come afferma un lavoratore del vicino Hotel Casón del Tormes: “Questa mattina abbiamo visto un uomo di colore affacciato a una delle finestre e all’alba abbiamo dovuto chiamare la polizia perché alcuni ragazzi hanno cercato di accedere di nuovo”. Anche Alberto Ortega e Gonzalo Martín, di 21 e 17 anni, giovedì si sono recati all’edificio di Telefonica per bere in compagnia. Grande è stata la loro sorpresa nel vedere chiude le porte di quello che per molto tempo era stato un punto di ritrovo e un luogo dove guardare l’alba dopo una serata di “movida”.

 

Sveva Valenti