L’Aquila, prima condanna post terremoto: 3 anni ad un ingegnere che perse la figlia

Condannato a tre anni di reclusione e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per omicidio colposo plurimo Diego De Angelis, ingegnere e direttore dei lavori dell’edificio di via generale Francesco Rossi, una delle venti palazzine killer crollate dopo la devastante scossa che la notte del 6 aprile sconvolse L’Aquila, causando complessivamente oltre trecento vittime.

L’ingegner De Angelis, nel crollo della palazzina, perse la figlia Jenny di 26 anni. Subito dopo la sentenza, ha avuto parole di apprezzamento per la sincerità dimostrata dall’imputato durante il processo, anche il pubblico ministero, Fabio Picuti, secondo il quale “De Angelis è stato onestissimo, per lui ho la più grande ammirazione” e se avesse mentito sulle perizie tecniche, difficilmente verificabili, sarebbe stato probabilmente assolto.

Una sentenza commentata anche dall’avvocato di parte civile, che ha espresso sostanziale soddisfazione: “È difficile commentare queste sentenze, questa città ha fame di giustizia. E oggi è arrivata la prima risposta”.

Intanto, si è svolta nella mattinata di ieri, all’Università di Camerino la presentazione di un progetto direttamente connesso al dramma del terremoto aquilano. L’Avus6aprile2009, associazione che riunisce i parenti degli universitari deceduti nel sisma, ha istituito “una borsa di studio per chi realizzi tesi sul rischio sismico e la prevenzione, per gli studenti di geologia fuori sede di qualsiasi città”.

Redazione Online