Islanda: i costi del processo contro l’ex premier Haarde

Geir Haarde

Ricordate Geir Haarde? Parliamo dell’ex primo ministro dell’Islanda, coinvolto in un processo del tutto particolare: Haarde era stato infatti accusato di aver contribuito al crollo finanziario del suo paese. Secondo l’accusa, Haarde sapeva che il sistema bancario islandese era sul punto di collassare, ma non fece nulla per impedirlo. I giudici però non accolsero la tesi dell’accusa e riconobbero l’ex primo ministro responsabile solo di una dei quattro capi d’imputazione: cioè di non aver messo al corrente la sua squadra di governo su ciò che stava per accadere. Poca cosa, rispetto a quanto sostenuto dai procuratori. E infatti la sentenza dell’aprile scorso finì per scontentare tutti.
Oggi arriva il conto di quel processo: 95 milioni di corone islandesi (quasi 600mila euro), più 25 milioni (150mila euro) che lo stato sarà tenuto a pagare ad Haarde come risarcimento, secondo quanto stabilito dalla corte. Totale, quasi 120 milioni di corone. Il caso in Islanda ha sollevato più di qualche polemica, tanto che su richiesta dell’opposizione il governo ha dovuto presentare una dettagliatissima relazione sui costi del processo. Ad esempio lo stipendio dei giudici (165mila euro) o quello degli altri dipendenti (340mila euro) , ma anche le spese per computer e via discorrendo: tutto contabilizzato con la massima precisione.
Haarde è stato il primo politico islandese che si è dovuto presentare di fronte a una corte di giustizia ed è stato anche il primo governante al mondo ad aver dovuto affrontare un processo a causa della grande crisi economica che ha travolto l’Occidente. Rischiava due anni di carcere. La decisione dei giudici ha scatenato l’ira di chi aveva ritenuto il processo sin dall’inizio come una vendetta politica. Le cifre diffuse in questi giorni alimenteranno di sicuro le polemiche.
Antonio Scafati