Condanne sisma l’Aquila: dimessi i vertici della commissione grandi rischi. Sdegno della comunità scientifica internazionale

Terremoto all'Aquila del 6 aprile 2009 (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

CONDANNE TERREMOTO L’AQUILA – Un vero e proprio ciclone di polemiche, non solo in Italia ma anche all’estero, si è abbattuto sulla sentenza di condanna nei confronti dei componenti della Commissione Grandi Rischi che nel 2009, a pochi giorni dal terribile terremoto dell’Aquila del 9 aprile, si riunirono per valutare lo sciame sismico che da mesi stava colpendo da mesi il capoluogo abruzzese e tranquillizzarono la popolazione, minimizzando i rischi dell’eventualità di un terremoto di vaste proporzioni. Per i giudici i componenti della Commissione sottovalutarono il rischio e per questo sono stati condannati a 6 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

La pesante sentenza di condanna ha suscitato sorpresa nell’opinione pubblica e sconcerto nella comunità scientifica che ha condannato duramente la sentenza: non si possono prevedere i terremoti, è il coro unanime che si solleva dal mondo scientifico italiano ed internazionale.

In segno di protesta contro la sentenza di condanna, oggi hanno rassegnato le loro dimissioni tutti gli attuali vertici della Commissione Grandi Rischi: il presidente Luciano Maiani, il presidente emerito Giuseppe Zamberletti e il vicepresidente, Mauro Rosi. Le dimissioni sono state presentate al presidente del Consiglio Mario Monti. Il presidente Maiani ha spiegato di essersi dimesso per “l’impossibilità che la commissione Grandi Rischi possa lavorare serenamente e offrire pareri di alta consulenza scientifica allo Stato in condizioni così complesse”.

Ha rassegnato le proprie dimissioni anche il direttore dell’ufficio rischio sismico e vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, Mauro Dolce.

Aspre critiche sono giunte nei confronti della sentenza da parte della stampa e della cominunità scientifica internazionale. Sconcerto è stato espresso da parte dei sismologi statunitensi e giapponesi, i maggiori esperti al mondo in materia di terremoti. Gli scienziati americani della ong Union of Concerned Scientists hanno parlato di sentenza “assurda e pericolosa”, chiedendo l’intervento del presidente Napolitano. Condanne di questo genere rischiano di “scoraggiare scienziati e funzionari dal consigliare i loro governi o persino dal lavorare nel campo della sismologia o della valutazione del rischio sismico”, hanno accusato gli scienziati americani. Tom Jordan, responsabile del Centro terremoti per il sud della California e che aveva fatto parte di una commissione internazionale riunitasi dopo il sisma abruzzese del 2009, si è detto indignato: “Per me è incredibile che scienziati che stavano solo tentando di fare il loro lavoro siano stati condannati per omicidio colposo. Il sistema aveva delle falle ma il verdetto seppellisce qualsiasi tentativo di migliorare le cose”, ha detto.

Michael Halpern, ricercatore della Union of Concerned Scientists, ha sottolineato: la sentenza è stata pronunciata “nel Paese natale di Galileo. Certe cose non cambiano mai”, è stato il commento amaro dello scienziato.

Redazione

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