Legge di stabilità: Pdl insiste su Iva e detrazioni. Bersani: “Non risulta che il 99% dei contribuenti ci guadagni”

Mario Monti (getty images)

 

 

LEGGE DI STABILITA’ – Ieri sera a Palazzo Chigi si sono incontrati i vertici del Pdl (Silvio Berlusconi, Angelino Alfano e Gianni Letta), il premier Mario Monti e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Antonio Catricalà. Il faccia a faccia durato circa tre ore ha sostanzialmente confermato le posizioni iniziali, con il Cavaliere preoccupato delle ripercussioni della crisi e dal rigore che inevitabilmente generano scontento nell’elettorato, mentre il presidente del Consiglio ha ribadito la necessità delle misure contenute nel ddl stabilità e confermato che l’impianto di politica economica contenuto nella legge contribuirà a migliorare la situazione e ad attenuare i sacrifici, almeno per le fasce più basse.

Il Cavaliere e Alfano hanno ribadito le richieste di modifiche sull’Iva e sui tagli alle detrazioni preannunciando al Professore che su questi temi il partito intende mobilitarsi con iniziative pubbliche per spiegare i cambiamenti da fare. In mattinata è infatti prevista una conferenza stampa con il segretario e Renato Brunetta proprio su queste tematiche. L’aver preannunciato pubblicamente questa iniziativa è stato letto, da fonti di governo, come un gesto di garbo verso Palazzo Chigi, segno che la battaglia parlamentare non sarà troppo aspra.

 

Sulla legge di stabilità toni più duri sembra invece aver assunto il Pd, che non ha alcuna intenzione di accettare la beffa di una “propaganda” di governo che dipinge il provvedimento per quello che non è. “Non posso essere d’accordo, siamo interessati al confronto delle analisi perché a noi non risulta che il 99% dei contribuenti ci guadagni”, replica il segretario Pierluigi Bersani dopo che il ministro Vittorio Grilli ha esaltato gli effetti del provvedimento. Prima di Bersani, ancor più duro era stato il responsabile Economia del partito Stefano Fassina. La legge di stabilità, ha osservato, “ha effetti regressivi” e il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, dovrebbe “evitare interventi propagandistici… L’effetto complessivo negativo si articola in modo regressivo su 10 milioni di persone con reddito inferiore al minimo imponibile Irpef e su milioni di famiglie a reddito medio. Sarebbe auspicabile da parte del ministro evitare interventi propagandistici”, ha concluso Fassina. Stamane Pier Luigi Bersani incontrerà nuovamente Monti, segno che i dissapori democratici sono ancora consistenti.

 

L.C.

 

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