Milan: Genoa ultima spiaggia per Allegri. Il punto sulla squadra rossonera

Massimiliano Allegri durante Malaga-Milan (Getty Images)
MILAN GENOA ALLEGRI – Il passo indietro in politica di Silvio Berlusconi non avrà di certo fatto piacere a Massimiliano Allegri, consapevole che un presidente meno impegnato è un presidente più attento e, per un allenatore in bilico, potenzialmente più pericoloso.

Galliani aveva garantito che Malaga non sarebbe stata l’ultima gara per il tecnico, ed è stato di parola: nonostante l’ennesima sconfitta stagionale, la sesta in undici gare ufficiali, la fiducia è stata per il momento confermata. Difficile trovare la chiave di lettura giusta per lo stop di ieri sera: da un lato la decisione di schierarsi a tre (spesso a cinque) in difesa ha garantito maggiore equilibrio, limitando le iniziative di una formazione in grande forma ed evitando una preventivabile imbarcata; dall’altro quella di infoltire il reparto arretrato non è stata certo una mossa ardita, è sembrato più un estremo tentativo di salvare la pelle, ricorrendo al catenaccio e contropiede di una volta, scelta immaginiamo che non avrà entusiasmato il numero uno rossonero.

Sabato sera al Meazza con il Genoa ultima chance per l’allenatore ex Cagliari, obbligato a conquistare tre punti per mantenersi aggrappato alla sua panchina. Come confermato dallo stesso Allegri nel post partita, il 3-4-3 dovrebbe essere riproposto, con Kevin Prince Boateng nuovamente escluso dall’undici titolare. Potrebbe tornare Pato dal primo minuto, visto anche il non brillante momento che sta vivendo Pazzini. Il ‘Papero’ con Lazio e Malaga ha giocato due spezzoni senza fare cose trascendentali, ma è anche vero che in entrambe le occasioni è entrato in campo quando la sua formazione si trovava sotto e gli spazi si riducevano, non una situazione ideale per un giocatore che deve ritrovare fiducia provando i propri colpi.

E se la tanto agognata vittoria non arriva? Il Milan si ritrova a sprofondare sempre più in fondo alla classifica e l’esonero diventa praticamente inevitabile. Soluzioni? Rijkaard e van Basten, attraverso le dichiarazioni del loro agente, si sono per il momento chiamati fuori dalla contesa, anche se le loro candidature non possono per il momento essere scartate. Se l’obbiettivo è davvero quello di tentare l’assalto a Pep Guardiola serve un traghettatore: Tassotti è la carta più semplice da giocare, ma non garantirebbe grosse scosse all’ambiente, Gattuso e Inzaghi le ipotesi più suggestive. In ogni caso gli ex rossoneri restano in pole, ma se si decide di pescare al di fuori ci sono Delio Rossi per un breve periodo e Rafa Benitez per un progetto a più lunga gittata. Tra due giorni tutta la verità.

Mirko Correggioli